Quando si parla con qualcuno si ha in mente uno scopo, un obiettivo da raggiungere. Spesso, quantomeno. Per ogni scopo da perseguire esiste un diverso tipo di dialogo:
- Convincere l’altro o gli altri delle proprie posizioni teoriche, che differiscono da quelle altrui - Persuasione
- Ottenere il maggior vantaggio (o il minor svantaggio) possibile durante la suddivisione di una qualche risorsa tra le parti – Negoziazione
- Attaccare la parte avversa, indipendentemente al grado di verità o di falsità delle sue posizioni, e guadagnare credito agli occhi di chi assiste – Dialogo eristico
- Trovare (o discutere) prove su cui basare e costruire una posizione futura, da condividere per tramite del discorso – Costruzione d’informazione
- Ricevere, trasmettere, mostrare o nascondere conoscenza – Richiesta d’informazione
- Influenzare la scelta a proposito di un’azione futura – Decisione
Nel caso della Persuasione si vuole passare da punti di vista differenti ad una risoluzione della divergenza tramite argomentazioni verbali. “Questa musica non è adatta alla serata”. L’altro parlante può essere d’accordo, non essere d’accordo oppure non averci pensato affatto e non avere opinioni in merito (cosa che potrebbe portare ad un Ottenimento d’informazione).
Nel caso della Negoziazione si vuole passare da interessi differenti ad un patto tra le parti, patto che riflette una volontà (o una necessità) di collaborare. Promesse, minacce, proclami e ricatti sono formule dialogiche che si utilizzano (più o meno velatamente) per l’occasione.
Nel caso della Costruzione d’informazione si vuole passare da una diffusa assenza di informazione (ignoranza generalizzata e collettiva) alla formazione di una conoscenza che sia accettata da tutti. Non vi è un conflitto iniziale, poiché tutti i partecipanti al dialogo sono ignoranti in materia e consapevoli dell’ignoranza propria e altrui. Si pensi ad un’inchiesta, ad una ricerca accademica, ad un’investigazione.
Nel caso della Richiesta d’informazione si vuole passare da un’assenza personale di informazione (ignoranza del singolo) alla trasmissione della conoscenza (e allo svelamento di alcune posizioni) interpellando chi ne sa (o si presume ne dovrebbe) sapere.
Esiste ovviamente anche la variante Richiesta d’azione: ottenere qualche risultato fisico in luogo di un semplice risultato informativo.
Nel caso della Decisione si vuole passare dalla necessità di intraprendere un’azione al raggiungimento di una scelta (operativa) relativa al futuro.
Nel caso del Dialogo eristico si vuole passare da punti di vista differenti (come nel caso della Persuasione) o da interessi differenti (come nel caso della Negoziazione) ad un aumento del proprio credito personale. Come spiega bene Wikipedia: “non interessa se un discorso possa essere vero o falso né le definizioni delle parole che vengono impiegate“; a differenza di quanto scritto in Wikipedia, tuttavia, il fine dell’Eristica è “quello di confutare il proprio avversario“, non persuaderlo.
Questo modello dovrebbe riuscire a categorizzare ogni possibile dialogo e a farlo rientrare all’interno di uno dei suoi 6 cassettini, delle sue 6 etichette.
Continua con il pdf Computational Representation of Persuasive Argument (2004)