Non sapevo che anche in Italia si utilizzassero le abbreviazioni per sincope, come in Germania o nel mondo anglosassone.
In quei posti, solitamente, si usa abbreviare conservando la prima e l’ultima lettera della parola (evitando quindi di aggiungere un punto alla fine, poiché non si tratta di vera e propria abbreviazione quanto di un accorciamento per sincope). Si veda ad esempio alla pagina http://www.informatics.sussex.ac.uk/department/docs/punctuation/node28.html
In Italia, invece, si tronca la parola adottandone solamente alcune lettere iniziali e aggiungendo conseguentemente il punto.
C’è però un caso in cui è possibile abbreviare una parola in entrambe le forme: la parola “dottore”.
- Nella grafia “Dott.” si indica il troncamento delle lettere finali della parola “dottore”;
- Nella grafia “Dr” si indica l’accorciamento per sincope della parola “doctor” (in latino).
Ora lo sapete: occhio al puntino. :)
Ringrazio per le correzioni Tano e Corinna: i commenti con i quali mi hanno permesso di aggiornare questo post sono qui di seguito.
Tano
8 aprile 2009
Occhio: a quanto ne so, “Dr.” è un’abbreviazione inglese. In inglese si usa lo stesso metodo del tedesco (es: le abbreviazioni, abbastanza poco eloquenti per il lettore italiano, dei nomi degli stati USA: LA per Louisiana, GA per Georgia…). Credo che l’uso di “Dr.” in italiano sia un caso di “penetrazione farlocca” dall’inglese (ormai sono innumerevoli: due giorni fa sentivo in TV un funzionario statale che giustificava un ritardo dicendo “sì, ci sono stati degli ELAPSE”…)
Sara - Strapi
11 aprile 2009
Ho una domanda.
E le parole “Signora” e “Professoressa” oppure “Dottoressa” abbreviate in:
Sig.ra
Prof.ssa
Dott.ssa
Come le consideri?
Poi ci sono quelle tipiche del linguaggio commerciale:
Vostro Vs
Nostro Ns
Che spesso a mio avviso in modo errato, vengono esposte con il punto finale.
Samuel Zarbock
15 aprile 2009
Ciao, Sara!
Ottima domanda. Sig.ra, Prof.ssa e Dott.ssa non sono esattamente abbreviazioni per sincope, quanto piuttosto abbreviazioni per troncamento cui è stato aggiunto il suffisso che identifica il sesso. La forma base di un’abbreviazione è sempre al maschile. In questo caso è come se si trattasse del nostro “Dott.” visto nel post, cui però è stato aggiunto un femminile “ssa” (le doppie vanno conservate anche per il suffisso, come già per la radice). La stessa cosa vale per i plurali: “avv.” (per “avvocato”) diventa ad esempio “avv.ti”.
Quindi il puntino ci va. Per fare un piccolo elenco delle più comuni abbreviazioni per sincope che invece non vogliono il puntino, basteranno i latini “cfr” (per “confronta”, dal latino confer), jr (per “junior”) o “sr” (per “senior”).
Per “ns” o “vs” non so: m’informerò… :)
corinna montuori
23 dicembre 2009
D’accordissimo sul “dr” senza punto. L’ho sempre sostenuto nel mio ambiente(pubblica amministrazione), talvolta venendo pesantemente sbeffeggiata. Visto che ci siamo: orrendo il “dr.ssa”, da evitare. E, anche se corro il rischio di essere tacciata di uso sessista del linguaggio, opterei per il “dott.” unisex. Il suffisso “essa” allunga inutilmente la parola e, se ci sono altre “s”, ha un effetto cacofonico (“professoressa”). Basterà mettere dopo il dott. il nome, oltre al cognome, e si capirà che parliamo di una donna.
Ancora: non per essere pignola (codona di paglia…) ma ho l’impressione che il “doctor” sincopato non sia latino ma inglese. È vero che l’inglese deriva dal latino; tuttavia, in inglese “doctor” dovrebbe essere il medico (il semplice laureato è “graduate”) mentre in latino “doctor” è chi “docet”, dunque, l’insegnante. Se è così, il laureato in legge o in economia è “dott.” e non “dr”, come invece si vede spesso nei documenti della PA.
Un’ultima notazione, questa semplicemente da “Donna Letizia dei burocrati”: un dirigente pubblico non deve firmarsi con il “dott.”; fa “molto fine” il solo nome e cognome e, naturalmente, la qualifica istituzionale (direttore/responsabile dell’ufficio, ecc.). Oltretutto, ciò che interessa al destinatario non è conoscere il mio titolo accademico che, a certi livelli, dovrebbe – il condizionale è d’obbligo- essere scontato ma la veste istituzionale in cui gli scrivo (il rapporto organico in forza del quale io rappresento la pubblica amministrazione).
So che molti miei colleghi non condividono questa tesi ma, secondo me, firmarsi con il “dott.” è da tamarri o da laureati al CEPU (absit iniuria verbis).
Bravo Samuel!
Se non fossi geneticamente refrattaria al matrimonio, direi che lei è un ragazzo da sposare!
corinna
Samuel Zarbock
29 dicembre 2009
E’ la proposta di matrimonio più bella che potesse farmi! Quel che si dice un matrimonio virtuale, quasi morale (per tornare a ciò che scrissi a suo tempo da queste parti). Grazie, di cuore. :)
Per quel che riguarda l’uso del “doctor” latino sincopato, credo di dover correggere il mio post: come lei fa puntigliosam… ehm, correttamente notare, e come già Tano scrisse poco sopra, l’abbreviazione si diffonde nel mondo anglosassone (e peraltro senza totale uniformità: http://en.wikipedia.org/wiki/Doctor_%28title%29#Abbreviation). Adesso aggiorno l’articoletto: grazie!
So da fonti analogiche che da queste parti digitali i suoi interventi sono molto apprezzati: conto di “ritrovarla” presto.
Dott. Zarbock (e non sono laureato :) )