Una selezione dei proverbi italiani più diffusi, così come appaiono nel vocabolario Devoto-Oli:
- A rubar poco si va in galera – vengono arrestati solo i poveri disgraziati mentre i potenti, pur commettendo truffe ben più gravi, restano impuniti
- A tavola non si invecchia – mentre si gusta un buon pranzo si dimentica che il tempo passa
- Adagio ai mali passo – invito a procedere con grande cautela in situazioni difficili
- Avere il male, il malanno e l’uscio addosso – a proposito di chi subisce disgrazie in serie o riceve il danno e le beffe, eccetera
- Avere un occhio alla gatta e uno alla padella – badare contemporaneamente a due cose
- Cascare dalla padella nella brace – peggiorare paradossalmente
- Chi dorme non piglia pesci – per conseguire uno scopo bisogna darsi da fare, mostrare intraprendenza
- Chi fa da sé fa per tre – negli interessi propri nessuno è più sollecito dell’interessato
- Chi ha tempo non aspetti tempo – bisogna coglier l’occasione quando capita e non dilazionare
- Chi la fa l’aspetti – chi opera ai danni altrui si aspetti di esserne ripagato con la stessa moneta
- Chi non ha testa abbia gambe – a proposito di chi debba rifar la strada per rimediare a una dimenticanza (anche, chi per trascuratezza commette un errore paghi di persona)
- Chi va al mulino s’infarina – chi si infila in un’impresa deve accettarne tutte le conseguenze
- Chi va con lo zoppo impara a zoppicare – si prendono facilmente le abitudini negative delle persone che si frequentano
- Chi vuol fare l’altrui mestiere fa la zuppa nel paniere – ottiene risultati pessimi
- Contadino scarpe grosse e cervello fino – l’apparenza inganna
- Del senno di poi son piene le fosse – è facile ma inutile, quando una cosa è già avvenuta, sentenziare sulla maniera di prevenirla o di limitarne il danno
- Dir pane al pane e vino al vino – chiamare le cose col loro nome, cioè parlar franco
- Fatta la grazia gabbato lo santo – il beneficato dimentica presto il benefattore
- Gallina vecchia fa buon brodo – esalta il valore dell’esperienza acquisita con l’età
- Il diavolo insegna a rubare ma non a nascondere – il ladro finisce per essere scoperto
- Il mondo è fatto a scale, chi le scende e chi le sale – a proposito dei continui alti e bassi che la vita ci destina
- Il mulino non macina senz’acqua – non si può lavorare senza un adeguato compenso
- Il peggio passo è quello dell’uscio – il momento più grave è quello del distacco, e il più difficile quello in cui si deve prendere una risoluzione
- L’ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza – una permanenza troppo prolungata in casa d’altri finisce con l’essere molesta
- La gatta frettolosa fece i gattini ciechi – le cose fatte in fretta riescono male
- Mal comune mezzo gaudio – le sofferenze sembrano meno gravi quando sono condivise tra molti
- Mangiar questa minestra o saltar dalla finestra – quando bisogna fare di necessità virtù, non essendoci altra soluzione
- Nel ristoppiato non ci fa grano – quando una cosa è andata male è inutile riprovarcisi
- Non c’è peggior sordo di chi non vuol intendere – di chi finge di non capire
- Non si muove foglia che Dio non voglia – nulla può accadere senza il volere di Dio
- Ogni bel gioco dura poco – ogni scherzo o divertimento, anche piacevole, vien presto a noia
- Ogni pesce ha la sua lisca – non c’è cosa che non abbia un lato negativo
- Perdere (o buttar via o gettar via) il ranno e il sapone – sprecare tempo e fatica
- Quattrini e santità, metà della metà – non bisogna dar troppo credito a chi vanta le proprie ricchezze o la propria onestà
- Scherza coi fanti ma lascia stare i santi – non mescolare il sacro col profano, o anche non prenderti confidenza con chi è più di te
- Suocera e nuora, tempesta e gragnola – con allusione ai guai che possono derivare in una famiglia dal tradizionale dissidio tra suocera e nuora, specialmente se viventi nella stessa casa
- Tant’è ladro chi ruba che chi tiene il sacco – il complice del furto è colpevole quanto il ladro
- Tra moglie e marito non mettere il dito – nei rapporti personali tra coniugi è bene non interferire mai
- Tutti i nodi vengono al pettine – le male azioni rimaste impunite vengono prima o poi castigate
- Una rondine non fa primavera – un solo caso non fa testo
- Zero via zero fa zero – dal niente non si ricava niente
Pubblicato in: Facetiae
Rocco R.
15 maggio 2012
“Stavamo meglio quando stavamo peggio” non ci sta?
Non credo nemmeno sia un proverbio ma adoro questa espressione.
Samuel Zarbock
15 maggio 2012
Eh, da quel punto di vista il Devoto-Oli è un po’ scarnino: non è che ci siano proprio tutti i proverbi più conosciuti…
Se poi vogliamo giocare anche con le altre locuzioni e i modi di dire, io butto lì il mio preferito (peraltro scoperto da poco):
:)
Grazie per il like!
Rocco R.
15 maggio 2012
Questa non la sapevo… di certo incisiva.