Scendi il cane, che lo scodinzolo

Posted on 2 ottobre 2008

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Mi è stato prestato il DVD del film “Sesso e Potere“, del 1997, di Barry Levinson, con Dustin Hoffman e Robert De Niro (tra gli altri).

Il film è molto bello, nonostante non appaia mai né sesso né potere (se non quest’ultimo in senso lato): ma siamo ormai abituati a simili “magheggi linguistici” dei distributori italiani. La produzione, difatti, è americana, e il titolo originale è “Wag the dog“… Ovvero: scodinzola il cane. Cioè, in senso transitivo: se il cane dimena la coda, il film parla di una coda che dimena il cane. Scodinzola il cane (che lo piscio… :) ).

Fuor di metafora (e senza rivelare nulla della trama): il popolo americano (il cane) viene preso per il naso da poche persone (la coda) che devono distrarlo perché non si concentri su presunti abusi sessuali condotti dal Presidente degli Stati Uniti. Solo presunti, perché nel corso di tutto il film non verrà mai rivelato se la violenza di cui lo si accusa è avvenuta davvero, né del resto interessa al protagonista, il super-consulente che deve proteggere l’immagine del Presidente:

“Domani sarà su tutti i giornali, quindi è una notizia”.

Un film basato solo ed esclusivamente sul potere della parola, qualunque essa sia: è sufficiente che una parola esista perché diventi realtà. L’essenza della propaganda. Non male.

All’apertura appaiono le seguenti parole che spiegano il titolo del film:

“Why does a dog wag its tail?
Because a dog is smarter than its tail.
If the tail were smarter,
the tail would wag the dog”.

Perché i cani dimenano la coda?
Perché i cani sono più furbi di una coda.
Se fosse la coda ad essere più furba,
sarebbe la coda a dimenare i cani.

Non male. Scendi il cane, che lo dimeno.

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