Fragile come il figlio di Dio

Posted on 28 ottobre 2008

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Siamo in Persia.
Baghpour
significa “figlio di Dio” ed è costituito da due parole dalle origini molto antiche: “Bagh”, Dio, ha la stessa radice che ha dato origine al russo Bog, con lo stesso significato; “pour”, figlio, ha la stessa radice che ha dato origine al latino puer, con lo stesso significato. “Bagh”, poi, si ritrova anche in “Baghdad”, dono di Dio.

Il titolo di “Figlio di Dio” viene riconosciuto all’Imperatore della Cina. Un semi-dio, insomma. E fin qui, niente di strano: se non fosse che le porcellane cinesi, poi, hanno preso per estensione lo stesso nome. Sono “quelle del figlio di Dio”.

Gli arabi, che al posto del suono /p/ pronunciano /f/, hanno trasformato baghpour in faghfur: sia nel significato di “Imperatore della Cina” che nel senso di “porcellana”. Con questo secondo senso lo hanno trasmesso in Russia, ed è da qui che deriva il nome della porcellana in russo: farfòr.

Ora siamo in Mongolia.
Arriva Marco Polo, che a differenza degli altri mercanti che lo hanno preceduto sa tenere una penna in mano; questi scrive:

Egli è vero che ne la grande provincia deu Mangi era signore Fafur, ed era, dal Grande Kane in fuori, il maggior signore del mondo e ‘l piú possente d’avere e di gente. Ma no sono genti d’arme; ché se fossono stati buoni d’arme, a la forza de la contrada, mai no l’avrebbe perduta, ché le terre sono tutte atorneate d’acqua molto fonda e non vi si va [se non] per ponte. Sí che ‘l Grande Kane gli mandò un barone ch’avea nome Baian Anasan, ciò è a dire ‘Baian Cento Occhi’, e questo fue negli anni Domini 1273.

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