Fritto misto

Posted on 7 novembre 2008

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Il tempura, piatto giapponese composto da pesce e verdure coperti da una pastella fredda e poi fritti, ha in realtà antiche origini portoghesi da cui ottiene anche il nome, che giunge dritto dritto dal latino tempŏra: “tempi”, plurale di tempus, tempŏris: “tempo“.

Tempora“, infatti, erano i quattro periodi dell’anno di tre giorni ciascuno (mercoledì, giovedì e sabato) in cui, secondo la liturgia cattolica, si doveva rispettare il magro: la prima settimana di Quaresima, la settimana di Pentecoste, la terza settimana di settembre e la terza settimana dell’Avvento. E difatti il tempura è composto da verdure e pesce…

Questi quattro periodi corrispondono all’inizio tradizionale delle quattro stagioni, che in passato (intendo dire in epoca pre-cristiana) erano dedicati a preghiere e atti di penitenza a scopo espiatorio e propiziatorio. Si pensi alla festa celtica della vigilia di Samhain (che gli irlandesi emigrati negli Stati Uniti hanno poi esportato e trasformato nell’attuale Halloween). L’estate muore con il tramonto del 31 ottobre e l’inverno nasce all’alba del giorno dopo. In mezzo il tempo è sospeso, non esiste più, e viene sostituito da una notte di interregno, non più estate, non ancora inverno, di cui possono aprofittare i morti per tornare ai luoghi in cui hanno vissuto.

Ah, “quaresima” deriva dal latino quadragesima dies: il quarantesimo giorno, la fine del digiuno di Gesù nel deserto.

Ma i portoghesi hanno colpito anche in Cina, non solamente in Giappone: avendo adottato il sanscrito mantrin nel suo significato di “consigliere”, lo applicarono ai notabili cinesi; quando poi si trattò di dover dare un nome al frutto, il suo colore e la sua provenienza orientale fecero venire in mente i Mandarini cinesi (i funzionari): et voilà, il gioco era fatto.

Mmm… mai come in questo post ho azzeccato il titolo.

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Posted in: Etimologie