Multilingue e multilingui

Posted on 16 febbraio 2009

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Questo è un post pedante. Uno di quegli svisceramenti puntuali e con gli occhiali sulla punta del naso che fanno sembrare l’italiano molto più simile ad un’operazione matematica che non ad una lingua.

Per quale motivo la forma corretta è “multilingue” al singolare e “multilingui” al plurale?
Questo aggettivo non deriva dal sostantivo lingua, bensì dall’accusativo latino dell’aggettivo linguis, che fa linguem. Passando dal latino al volgare la -m finale è caduta, creando così i vari aggettivi bilingue, multilingue, monolingue… la cui forma plurale corretta è quella che termina in -i: bilingui, multilingui, monolingui.
Se sto parlando di un vocabolario solo, questo sarà monolingue; se sto parlando di più vocabolari, questi saranno monolingui.

Ovviamente una lingua è il prodotto di tutte le forze che la regolano, tra le quali conta anche l’uso che i parlanti ne fanno. Perché se l’italiano è fatto di parole, chi utilizza le parole sono esseri umani. E gli esseri umani italiani percepiscono un’analogia tra lingue (aggettivo singolare) e lingue (sostantivo plurale). Adeguandosi a questa loro interpretazione. “Lingue“? Nient’altro che il plurale di “lingua“. Ed ecco nascere le coppie monolingua/monolingue, bilingua/bilingue, multilingua/multilingue.
Creando in tal modo un problema di ordine semantico: perché se “-lingue” è ora utilizzato come se fosse un sostantivo plurale, non lo si può certo associare al suffisso “mono-“, che indica chiaramente un singolare… E lo stesso vale per “-lingua“: che senso ha una parola che viene percepita come composta da “multi” e da “lingua“?

Ecco che in tal modo comincia a diffondersi (e ad affermarsi) l’utilizzo del singolare “monolingua” in contrapposizione ai plurali “bilingue” e “multilingue”.

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