Autoreferenzialità delle definizioni di un vocabolario [Updated]

Posted on 18 febbraio 2009

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Ho già parlato del principio dell’autoreferenzialità: ora provo a fornirne una dimostrazione pratica utilizzando i vocabolari.

Cominciamo con un aneddoto. Un mio collega è stato a suo tempo un professore di matematica alle scuole superiori. Al liceo, per essere precisi: al liceo classico. E insegnava matematica, il che vale a dire che era il professore sfigato, l’ultima ruota del carro. Qualcuno completamente esautorato di autorità, anche e soprattutto agli occhi degli studenti.
Bene: questo mio collega, che di carattere ne ha da vendere, ha cominciato a insegnare matematica rivolgendosi a degli umanisti. Siete in un liceo classico? Vi state formando un senso critico che farà di voi la futura classe dirigente, come voleva Gentile? Ebbene, allora cominciamo dalla base. Definitemi il numero: ditemi che cos’è.

Panico. Con un professore di matematica di questo tipo è impossibile scherzare (siete sicuri di essere sul suo stesso livello, quando parlate di “media dei voti“? O di “estrazione casuale dei nomi” per un’interrogazione?). I suoi ragazzi scoprivano piano piano che la matematica stava dappertutto, soprattutto dove non ce l’avrebbero voluta vedere. E che a loro toccava impararla, per capire cosa stesse succedendo.

Questo professore spiegò ad un certo momento il principio della ricorsione: sapete, quella magia per cui ti rivolgi a te stesso sino al momento in cui qualche evento ti fa uscire dal tunnel. Una specie di onanismo controllato.

Immagine della schermata che appare cercando su Google la parola Recursion

La ricorsione secondo Google

Eccoci arrivati al punto: visto che era in un Liceo Classico, chiese ai suoi studenti di trovare in un qualche vocabolario a loro scelta quei lemmi che venivano definiti mediante lemmi a loro volta definiti con le voci di partenza. Un autoriferimento incrociato, come dice Wikipedia: qualcosa del tipo “crapula=gozzoviglia” e “gozzoviglia=crapula”.

Gli studenti glie ne trovarono parecchi, a quanto mi raccontò, e qualcuno si spinse sino ad un gruppo di tre: A=B; B=C; C=A. Lui non mi disse mai di che parole di trattasse (non era dopotutto questa la cosa importante), ma a me è tornata da poco la curiosità di vedere se qualche vocabolario conserva ancora questo stesso “difetto”. E questo è ciò che vi suggerisco per giocare con l’autoreferenzialità.

Ne sono rimasto deluso: non sono riuscito a trovare anelli ermeticamente chiusi, autoriferimenti perfetti. E quindi potrei anche evitare di scrivere questo post… Ma dopotutto qualche definizione che si avvicina al loop l’ho trovata. Io ho utilizzato “Il Devoto-Oli Vocabolario della lingua italiana 2008“, a cura di Luca Serianni e Maurizio Trifone; Edmund Le Monnier, 2007; Milano.

L'autoreferenzialità secondo Escher

L'autoreferenzialità secondo Escher

crapula s.f., lett. – Gozzoviglia.
gozoviglia s.f. – Chiassosa e intemperante baldoria; crapula.

Quel “Chiassosa e intemperante baldoria” permette di uscire dal cortocircuito che si sarebbe potuto creare tra crapula e gozzoviglia: è quindi sufficiente cercare nello stesso vocabolario la definizione di “baldoria” per capire se viene illustrata in termini differenti dalle nostre due parole di partenza. Vediamo:

baldoria s.f. – Allegria scomposta e rumorosa – Riunione chiassosa e spensierata di amici.

In questo modo “allegria” e “riunione” permettono di fuggire dal cortocircuito crapula/gozzoviglia.
Bene. Cioé, male: bene per i compilatori del vocabolario, male per me che cercavo il loop perfetto.

Un altro esempio di autoreferenzialità quasi completa è quanto segue:

indeducibile – Che non può essere dedotto dal conteggio dell’imponibile fiscale; indetraibile.
indetraibile – Che non può essere detratto dall’imponibile fiscale; indeducibile.

In questo caso entrambi i lemmi sono forniti di definizione, ma queste sono quasi identiche tra di loro. Ciò che cambia è solamente l’utilizzo dei due verbi “dedurre” e “detrarre”, che lo stesso vocabolario spiega con queste definizioni:

dedurre, tra le altre: “Togliere, detrarre, sottrarre, defalcare (anche con la prep. da)”
detrarre, tra le altre: “Togliere, spec. in un giudizio di valore (anche con la prep. a)”

In questo modo le due definizioni diventano praticamente identiche, ma ancora permettono di uscire dal cortocircuito indeducibile/indetraibile.
Aggiornamento: per un’approfondimento sul significato di queste due parole si veda l’intervento di Corinna Montuori tra i commenti.

Il resto delle voci quasi autoreferenziali che ho trovato non ve lo commento: vi faccio una piccola carrellata silenziosa, per dir così, e volendo continuate pure voi (magari utilizzando vocabolari differenti).

abborracciare – Fare o dire qualcosa alla meno peggio, per la fretta o per mala voglia o incompetenza; raffazzonare.
raffazzonare1. Aggiustare, accomodare alla meglio. – Fare, comporre, mettere insieme in modo frettoloso, senza cura e impegno; abborracciare. 2. arc. Adornare con cura.

alleggiare1. Rendere meno grave e faticoso, alleviare, mitigare. 2. In marina, alleggerire un’imbarcazione, eseguendo la manovra dell’alleggio; allibare.
allibare – Alleggerire una nave di tutto o di parte del carico, per ottenere un minore pescaggio; alleggiare.

ammollimentoAmmorbidimento – Indebolimento, cedimento.
ammorbidimento – Il conferimento o l’acquisto di una certa cedevolezza o delicatezza, spec. al tatto; ammollimento. – fig. Di carattere, perdita di ruvidità, arrendevolezza.

canterellare – Cantare a mezza voce, senza pretese artistiche e senza particolare attenzione o intenzione; canticchiare.
canticchiare – Ripetere a mezza voce uno o più motivi musicali, senza impegno; canterellare.

commovente – Che commuove, che induce a una accentuata partecipazione affettiva; toccante.
toccante – Che suscita profonda e intensa commozione; commovente.

immensamenteSmisuratamente; estens. (iperb.),  con straordinaria intensità o partecipazione.
smisuratamente – In quantità eccessiva; iperb. immensamente .

irreparabile1. Di una gravità tale da non ammettere rimedio alcuno; irrimediabile. 2. (non com.) Che non si può evitare, inevitabile, ineluttabile. 3. Ciò che è irrimediabile o inevitabile; part. la morte di qualcuno.
irrimediabile – Di fatto dannoso per il quale non vi è rimedio, la cui gravità rende impossibile la riparazione; irreparabile .

padreggiare – Essere simile al padre nelle fattezze, nel carattere, nelle abitudini; patrizzare.
patrizzare – Somigliare al padre, nella fisionomia o nel comportamento; padreggiare.

scompagnatoSpaiato – Formato da elementi diversi fra loro, incompleto.
spaiato – Di parti appartenenti ciascuna a un diverso accoppiamento o paio; scompagnato.

sfoderare – Estrarre da un fodero o da una guaina, spec. riferito a un’arma; sguainare. – fig. Esibire, mostrare inaspettatamente o al momento opportuno. – Fare sfoggio di qualcosa, ostentare, sfoggiare.
sguainare – Estrarre dalla guaina, dal fodero, con un movimento rapido e deciso; sfoderare.

Se poi l’editore Le Monnier fosse interessato ad avere l’elenco completo, nessun problema: mi può pur sempre assumere come collaboratore! :)

AGGIORNAMENTO (13 settembre 2011):
Qui di seguito fornisco le definizioni che i principali Vocabolari Online forniscono del sostantivo “autoreferenza” (visto che l’aggettivo “autoreferenziale” viene definito come “che stabilisce / costituisce autoreferenza”…):

Vocabolario Treccani:

s. f. [dall’ingl. self-reference, propr. «riferimento a sé stesso»]. – In logica matematica, il carattere riflessivo degli enunciati che affermano qualcosa su sé stessi o il cui contenuto implica un riferimento a sé stessi; in partic., tale caratteristica, in quanto si presenta in enunciati che coinvolgono i concetti di verità, di significato, di definizione, di classe o di insieme, è considerata come la causa principale di antinomie, paradossi e contraddizioni; un tipico esempio… Leggi

Vocabolario Sapere.it:

n.f. [pl. -e] in logica, il fatto che in un enunciato si affermi qualcosa sull’enunciato stesso.
Comp. di auto- 1 e referenza.

Vocabolario Garzanti Linguistica:

s. f. in logica, il fatto che in un enunciato si affermi qualcosa sull’enunciato stesso.

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