Moriremo tutti!!

Posted on 9 marzo 2009

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Ho sempre sognato fare la comparsa in un qualche film. Non una comparsa qualunque: non mi interessa affatto entrare nel mondo dello spettacolo. Io voglio fare quello che, nei film apocalittici e catastrofisti, si accorge di quanto sia disperata la situazione, alza le mani al cielo, magari si strappa i capelli, ed urla “moriremo tutti!!“. E che di solito è il primo a essere fatto fuori (attento a quello che desideri perché potresti ottenerlo…).

Prima o poi ci riuscirò. Nel frattempo mi dedico a questa parola complicatissima e meravigliosa: apocalisse.

Apocalisse” discende dal sostantivo greco apocàlypsis, derivato a sua volta dal verbo che significava “svelare ciò che è coperto, togliere il velo, scoprire”.
Quindi il sostantivo indicava, nell’accezione tradizionale, “lo svelamento, la scoperta”. Rivelazione, dunque, purché compiuta dalla stessa persona (non vi era alcun senso di trasmissione delle informazioni né di aiuto esterno alla comprensione).

Il sostantivo non venne utilizzato nel greco classico mentre appare invece nella Bibbia: 4 volte nell’Antico Testamento (con il significato tradizionale che abbiamo appena visto) e 17 volte nel Nuovo Testamento.
Qui, tuttavia, il termine cominciava già ad assumere sfumature molto più complesse…

1 – L’apocalisse è il progetto di Dio svelato in un messaggio illuminante:

Vangelo di Luca 2,32

30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
31 che hai preparata dinanzi a tutti i popoli
32 per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».

Lettera ai Romani 16,25

22 Io, Terzio, che ho scritto la lettera, vi saluto nel Signore.
23
Gaio, che ospita me e tutta la chiesa, vi saluta. Erasto, il tesoriere della città e il fratello Quarto vi salutano.
24 [La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti voi. Amen.]
25 A colui che può fortificarvi secondo il mio vangelo e il messaggio di Gesù Cristo, conformemente alla rivelazione del mistero che fu tenuto nascosto fin dai tempi più remoti,

Prima lettera di Paolo ai Corinzi 14,26

26 Che dunque, fratelli? Quando vi riunite, avendo ciascuno di voi un salmo, o un insegnamento, o una rivelazione, o un parlare in altra lingua, o un’interpretazione, si faccia ogni cosa per l’edificazione.

Preghiera di Paolo per gli Efesini 1,17

15 Perciò anch’io, avendo udito parlare della vostra fede nel Signore Gesù e del vostro amore per tutti i santi,
16
non smetto mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere,
17
affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerlo pienamente;

2 – L’apocalisse è un’esperienza straordinaria e mistica:

Lettera di Paolo ai Galati 1,12

11 Vi dichiaro dunque, fratelli, che il vangelo da me annunziato non è modellato sull’uomo;
12
infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.

Lettera di Paolo ai Galati 2,2

1 Dopo quattordici anni, andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Barnaba, portando con me anche Tito:
2
vi andai però in seguito ad una rivelazione. Esposi loro il vangelo che io predico tra i pagani, ma lo esposi privatamente alle persone più ragguardevoli, per non trovarmi nel rischio di correre o di aver corso invano.

Lettera di Paolo agli Efesini 3,3

3 come per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero di cui sopra vi ho scritto brevemente.

Seconda lettera di Paolo ai Corinzi 12,1-7

1 Bisogna vantarsi? Ma ciò non conviene! Pur tuttavia verrò alle visioni e alle rivelazioni del Signore. 
2
Conosco un uomo in Cristo che, quattordici anni fa – se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo.
3
E so che quest’uomo – se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio – 
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fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare.
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Di lui io mi vanterò! Di me stesso invece non mi vanterò fuorchè delle mie debolezze. 
6
Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato, perché direi solo la verità; ma evito di farlo, perché nessuno mi giudichi di più di quello che vede o sente da me.
7
Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia.

3 – L’apocalisse è una manifestazione escatologica, sinonimo di parusia o di compimento finale del piano di Dio:

Lettera di Paolo ai Romani 2,5

5 Tu, però, con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio,
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il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere:

Lettera di Paolo ai Romani 8,19

19 La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio;

Prima lettera di Paolo ai Corinzi 1,7

6 La testimonianza di Cristo si è infatti stabilita tra voi così saldamente,
7
che nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.

Seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi 1,7

6 E’ proprio della giustizia di Dio rendere afflizione a quelli che vi affliggono
7 e a voi, che ora siete afflitti, sollievo insieme a noi, quando si manifesterà il Signore Gesù dal cielo con gli angeli della sua potenza

Prima lettera di Pietro 1,7-13

6 Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un pò afflitti da varie prove,
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perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell’oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo:
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voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa,
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mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime.
[…]
13 Perciò, dopo aver preparato la vostra mente all’azione, siate vigilanti, fissate ogni speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si rivelerà.

Prima lettera di Pietro 4,13

3 Ma nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare

E fino a qui la parola “apocalisse” è apparsa sedici volte.
Poi però arriva Giovanni l’Apostolo, che le dedica un intero libro cominciando con queste parole: “Rivelazione di Gesù Cristo che Dio gli diede per mostrare ai suoi servi le cose che devono capitare rapidamente e che [Gesù Cristo] manifestò inviando per mezzo del suo angelo al suo servo Giovanni, il quale testimoniò la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, cose che vide. Beato colui che legge e coloro che ascoltano le parole della profezia e conservano le cose scritte in essa, perché il tempo vicino“.
Un titolo un po’ lunghetto, se vogliamo, ma nel quale le parole “Apokàlypsis Iesou Christou” si pongono all’interno dell’ultimo ambito semantico che abbiamo visto, quello della manifestazione escatologica di Dio. Che va trasmessa da Dio a Gesù, da Gesù all’agelo, dall’angelo a Giovanni, da Giovanni al testo, dal testo a chi legge, da chi legge a chi ascolta, il tutto nella forma della testimonianza, ovvero dell’adesione concreta, dell’esempio di vita.

Come dire: Giovanni ha appena cominciato, che già l’ha messa giù spessa…
Quello che segue lo conosciamo più o meno tutti: sette lettere a sette chiese, l’apparizione di Gesù con attributi divini (i capelli bianchi, l’abito sacerdotale, la voce tonante…) e infine il rapimento in cielo, dove si susseguiranno visioni terribili e maestose. Ed è stata proprio la fortuna del testo di Giovanni a diffondere ovunque le immagini della sua Rivelazione: un terzo delle stelle che cade nel mare, i sette sigilli aperti dall’agnello,  i quattro cavalieri, la donna partoriente inseguita dal drago, la bestia che sorge dal mare e quella che sale dalla terra (il cui nome è 666), il ritorno di Satana, la Gerusalemme celeste, eccetera…

Tali visioni, tuttavia, hanno a tal punto colpito la fantasia dei lettori che la parola “apocalisse” è passata ad indicare quasi esclusivamente questo: sconvolgimenti disastrosi (da un lato) e fine del mondo e giudizio di Dio (dall’altro).
Del resto moriremo tutti…

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