Morale vs. virtuale

Posted on 13 marzo 2009

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L’aggettivo “morale” eredita il proprio significato dal sostantivo “morale”, che in realtà sono due:

  • la morale” è l’insieme dei principi che regolano e normano il comportamento degli uomini;
  • il morale” è lo stato psicologico di un singolo individuo.

In questo modo l’aggettivo “morale” può avere sia un richiamo ad un insieme di persone (ad esempio “dovere morale” o “coscienza morale”, riferiti entrambi ad una comunità), che un richiamo ad una singola persona (ad esempio “danno morale” o “schiaffo morale”).

Ma esiste un terzo caso in cui l’aggettivo ha un significato che non gli deriva da nessuno dei due sostantivi: è il caso della locuzione “vincitore morale di una competizione“. Qui l’aggettivo vale come “virtuale, fittizio, non conforme alla realtà” e si usa per indicare colui che, pur non avendo vinto una competizione, potrebbe assurgere a suo migliore rappresentante.

Propongo di estendere l’uso di “morale” anche a tutti quei casi in cui “virtuale” ci ha rotto le scatole…
Chessò: realtà morale, moral server, cose così…

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