La pietra e la tonaca

Posted on 23 marzo 2009

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Mi piacerebbe sapere qualche cosa in più di storia dell’architettura. La parola “intonaco“, ad esempio, deriva dal verbo “intonacare”, ovvero “dotare di una tonaca, vestire”. Dal che se ne deduce che pietre e mattoni avevano un ruolo strutturale e non erano destinati a restare visibili: andavano necessariamente rivestiti. E’ stato davvero così? E se sì, per quanto tempo?

Ne deduco che l’utilizzo dei mattoni e delle pietre lasciati a vista dev’essere un’elaborazione successiva, una specie di rottura della tradizione dell’intonaco: le pietre non vengono più ricoperte perché la loro stessa posa ha ottenuto un effetto estetico gradevole. Si pensi al pavimento del Battistero di Firenze, per esempio, o a una strada ben lastricata (con l’intenzione di cercarvi un disegno geometrico, beninteso)…
Giorgio Vasari descrive, nel XVI secolo, la Loggia dei Lanzi di Firenze lodandone le “pietre quadre benissimo commesse“. Ed è questo, già che ci siamo, lo scopo della tecnica del commesso fiorentino: commettere, ovvero connettere tra di loro, grandi pietre squadrate per ottenere un effetto estetico gradevole. Come per l’appunto nel Battistero di cui sopra.

Esempio di commesso fiorentino nel pavimento del Battistero di San Giovanni, Firenze. L'immagine è di http://www.flickr.com/photos/canterellina/

Esempio di commesso fiorentino nel pavimento del Battistero di San Giovanni, Firenze. L'immagine è di http://www.flickr.com/photos/canterellina/

Discorso diverso meriterebbero il mosaico e l’intarsio (tarsia lignea), che per ottenere effetti estetici non utilizzano elementi strutturali (parti proprie del muro o della pavimentazione) bensì pietre, pezzi di vetro, coni d’argilla, legni di diverso colore o comunque piccoli elementi aggiuntivi.
E difatti queste due tecniche sono di origine antichissima: il mosaico pare risalire al 3000 a.C., quando le costruzioni delle città sumere di Ur e Uruk venivano decorate con figure geometriche ottenute mediante coni di argilla smaltati alla base e inseriti nei mattoni crudi che componevano il muro; per l’intarsio, invece, si può risalire al tempo della I Dinastia, in Egitto, di cui ci sono rimasti alcuni cofanetti decorati con motivi geometrici in avorio e legno.

Esempio di mosaico trovato nella città sumera di Ur. L'immagine è di http://www.flickr.com/photos/44124324682@N01/

Esempio di mosaico trovato nella città sumera di Ur. L'immagine è di http://www.flickr.com/photos/44124324682@N01/

Quante cose mi piacerebbe poter approfondire… :)

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Posted in: Etimologie