Le parole della concia

Posted on 27 maggio 2009

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Ripubblico dalla pagina http://www.solofrastorica.it/Paroleconcia.htm

Conceria di Fès, in Marocco. Fotografia di http://www.flickr.com/photos/fluxura/

Conceria di Fès, in Marocco. Fotografia di http://www.flickr.com/photos/fluxura/

acque lorde: acque della concia contenenti una quantità più o meno forte di tannino.

adacquare: usare l’acqua per la concia.

aymenti: attrezzi usati in conceria.

ambrosinis: pianta astringente usata nella concia; vaso dove si purgavano le pelli.

amindolis: sostanza usata per la concia grassa e per ammorbidire le pelli.

aromatario: speziale; chi commerciava e preparava aromi o prodotti vegetali per la concia.

assunzie: sugna che si usava nel processo di concia.

astrachene: massetto grezzo delle concerie per spandervi lana o altro.

astraco: terrazzo della conceria su cui asciugare le pelli o la lana (in tal caso: lamia o astrachene).

azimatore: colui che “rifilava” le pelli ripulendone i contorni con speciali forbici (forfex).

bachare: detto di vacche conciate.

balsami: (toponimo) resina e corteccia usata nella concia.

barbarescate: pelli provenienti dalla Barberia ed in genere nordafricane.

brennale: fossa per la concia.

burrello: (toponimo) fossa per la concia o per la lana (burra lanae purgamentum).

caccavo: caldaia da conceria per l’acqua calda (caccavo ereo).

calce: prodotto usato per privare la pelle del carniccio e del pelo.

calcinaio: fossa per la calce; vasca per porre le pelli a bagno con calce.

caldarulo: tipo di caldaia usata nelle concerie.

cantaro: vasca per la concia.

cantarelle: (toponimo) luogo con vasche per la concia.

capomoze: pelle mancante della testa.

carnume: parti della pelle eliminate durante la prima fase della concia e usate per fare colla.

carta membranare: carta di pergamena.

cavalletto: banco convesso e inclinato con due piedi corti da una parte per depilare, scarnare e purgare le pelli con appropriati strumenti; sostegno usato in conceria.

celendra: strumento di pietra con cui lustrare le pelli.

cernara: (toponimo) atto dello scegliere le pelli.

cernore: pelle che ha subito l’operazione di scelta.

ceroni: tipo di rifinitura dopo la concia usando la cera (corredate in nigro e in ceroni).

cerro: tipo di quercia che dà una ghianda, detta anche galla, ricca di tannino.

cerza: ghianda della quercia comune, distinta da quella del cerro.

coiramine (o corame): insieme di pelli conciate; quantità non precisa di cuoio.

coira: cuoio, pelle conciata o allo stato di corio.

coltello: attrezzo da conceria formato da una lama dritta o curva più o meno affilata secondo le operazioni (asportare la lana o il carniccio, purgare la pelle o scarnare) e mantenuta ai lati da due manici di legno.

concartate: lavorate con una speciale procedura da farle divenire carte, cioè pergamene.

concia grassa: sistema di concia che consisteva nel cospargere di grasso fuso o di oli la pelle che poi veniva messa a seccare e infine spiegazzata.

consiatore de mirto in albo: pelli conciate con mirto (che dava il colore bianco).

contraria: termine locale per conceria.

corbisieri: lavoratori di pelli e cuoio (de nigro o de rubeo).

cordoname: insieme di pelli di tipo cordovano.

cordovano (o cordoano): cuoio di Cordova o quello simile.

correggia (o cirigia): cintura o lunga striscia di cuoio per vari usi.

corredare: azione di rifinitura della pelle.

cuigulare: striscia di cuoio; parte della pelle del torace dell’animale.

depilare: togliere la lana o il pelo dalla pelle con una stecca di legno (steccare) dopo averla preparata con una miscela di calce e solfuro dalla parte del carniccio. Si poggiava la pelle su di uno speciale cavalletto e si usava un coltello ricurvo e non tagliente.

forfex: forbice per la rifilatura della pelle; tenaglia per stendere le pelli sui telai.

fruscamine: foglie, rami o altro contenenti tannino macinati per la concia.

galla: ghianda o escrescenza del tronco usata per la concia (dava il colore nero).

inpingna: vaso per la concia; dare grasso e quindi concia grassa.

interscatore in albo: spalla di animale conciata in bianco.

lane: erano di vari tipi: aynine (di agnello); barbaresche (della Barberia); di calce (staccata con la calcinatura); gentili (delle pecore merinos); matricina (robusta a pelo lungo da pecore appena figliate); mosce (lunghe del collo e delle cosce anteriori degli animali); nobili (pregiata di Garbo); rustiche (non lavate e contenenti impurità).

lontro: (toponimo) fossa per la concia.

loreni: cinghie di cuoio, briglie.

mallano: prodotto conciante e colorante di scuro.

membranare: pelle conciata e sottile, usata per scrittura o per decorazione; cartapecora; mortella (o mirto): foglie sminuzzate usate per la concia bianca.

noce di galla: noce moscata che produceva una sostanza oleosa per la concia.

oropelle: sistema di impreziosire la pelle con lamine di oro legato al battiloro.

palo: attrezzo per la conceria formato da una tavola verticale, posta su di un’altra orizzontale e mantenuta da supporti laterali, alla estremità della quale era conficcata una lama di acciaio ricurva e con taglio ottuso (lunetta) che ridava morbidezza alla pelle asciugata.

pelose: pelli da conciare; pelli col pelo.

pergamena: pelle di pecora o capra macerata a lungo in bagno di calce, non ingrassata, seccata, tesa e lungamente raschiata con pietra di pomice per il levigamento.

pilo: pelame ricavato dalle pelli ed usato in vari modi.

pila: vasca per varie operazioni di concia.

pillo: bastone lungo con una parte ingrossata per pestare le pelli nei calcinai o nelle vasche.

purgatura: operazione di asportazione dalla pelle, con appositi coltelli, di vari residui.

quadro: attrezzo per misurare le pelli finite, costituito da un telaio rettangolare di legno e da una rete di quadrati formati da fili di ferro disposti ortogonalmente.

rinverdimento: azione che riportava le pelli secche o salate allo stato primitivo mettendole a bagno e passandole al cavalletto con un coltello non tagliente.

riviera: spazio della conceria per le operazioni di rinverdimento, depilazione, scarnatura e purgatura.

rubeore (o russi): tipo di cuoio flessibile, conciato con scorza di betulla o di salice, di colore rosso usato per oggetti eleganti e rilegature pregiate.

sardescare: pelli provenienti dalla Sardegna.

scalzinatura: azione della calce sulla pelle per l’asportazione della lana o del pelo. scardassare la pelle: cardare il pelo o la lana dalla pelle con lo scardasso (supporto di legno su cui erano fissati denti di ferro uncinati).

scardose: tipo di pelle conciata col pelo (scardose pelose).

scarnare: raschiare le pelli con uno speciale coltello per ottenere una grossezza uniforme.

scarsolle: tipo di pelle di poco valore.

scorza: (toponimo) dalla corteccia di castagno o di quercia usata per la concia.

scorzette: strato di pergamena grossolana per tamburi o per crivelli.

solore: suole; che riguarda la suola; quantità di suola.

sommacco: tritatura di foglie e di rami di questa pianta, ricca di tannino, usata nella concia.

spezieria: l’antica farmacia che forniva droghe ed erbe, e, in loco, i prodotti concianti.

steccare: togliere la lana o il pelo dalle pelli.

sthenteneriore: intestini conciati usati per l’arte del battiloro.

stenditoio: attrezzo di conceria di vario tipo per stendere le pelli. Un tipo era formato da travi di legno (purgadera), che reggevano sottili assi in cui erano conficcati dei chiodi con la punta ricurva ai quali venivano appese, per le zampe posteriori, le pelli bagnate per l’asciugatura; un altro era formato da due pertiche parallele, mantenute da due pali trasversali e sospese al soffitto, oppure poggiate su due cavalletti in modo che tra di loro si potevano mettere ad asciugare le pelli piegate a metà su verghe sottili.

stigli (o stilemi): attrezzi da conceria.

stila (o vruscio): attrezzo per conceria costituito da un manico di legno piatto o cilindrico in cui era innestata una lamina non tagliente per alcune operazioni (snervare le pelli asciutte dal lato della carne, eliminare l’acqua dalle pelli dopo la concia agendo dalla parte del fiore); uno simile, interamente di legno duro e zigrinato (detto anche margherita), era usato per rendere uniforme la superficie interna delle pelli, menato e rimenato sopra il cuoio da pergamena serviva a spianarlo e renderlo estremamente liscio.

suola: pelle bovina che subiva una concia lenta (alla fossa) consistente nel porre le pelli una sull’altra, spargendo tra loro strati di sostanze contenenti tannino e pressandole.

tanate: pelli o lane di colore fulvo macerate nella scorza del noce.

tannino: sostanza che nel processo di concia trasforma la pelle in cuoio (corio) che non imputridisce permettendogli di acquistare solidità, consistenza, resistenza e flessibilità.

tavola: piano di legno tenuto da due cavalletti per varie operazioni (tavola da riguliare); come quelle con la stila; tavoletta di legno ricoperta di sughero con un manico di cuoio per l’ammorbidimento della pelle.

telaio: attrezzo formato da assi di legno morbido su cui venivano stese ed inchiodate le pelli per l’asciugatura durante le operazioni di concia; idem per la pergamena.

tenatore: botte o tino usato nelle concerie.

tine: vasche tonde in genere di legno e seminterrate che si usavano nelle concerie.

torchelise: torchio per tenere le pelli pressate.

vallonea: ghianda di cerro che tinge di nero.

ventresche (o ventreche): pelle di maiale corrispondente alla pancia dell’animale.

ventrescate: pelli unte con lardo di maiale.

verzo: pianta che forniva una materia colorante rossa usata nella concia.

vimore (o vinore): tipo di concia effettuata con gli acini dell’uva o con la vinaccia.

visco: pianta parassita di varie piante dalle cui bacche si estraeva una sostanza per la concia.