Una rottura di coglioni

Posted on 12 ottobre 2009

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Ci sono un italiano, un francese e uno spagnolo. E si rompono i coglioni.
In queste tre lingue romanze è uso sufficientemente accettato quello di riferirsi ai testicoli per colorire alcune espressioni.

Le espressioni italiane le conoscete: annoiarsi oppure importunare qualcuno sta per “rompersi/rompere i coglioni, rompersi/rompere le palle“. Con le varianti “scoglionare” oppure “smaronare” (anche loro distinte nelle due forme riflessiva e semplice).
Trovare qualcuno antipatico corrisponde all’immagine di questo qualcuno che “sta sui coglioni” di chi parla. Con la variante di “stare sul culo“, che però esula da questa nostra analisi “testicolare” (per dir così).
Che palle!“, infine, è esclamazione che sottolinea il fastidio che si prova in quel momento o in quella circostanza.

In francese être couillu” significa avere fortuna (il nostro “aver culo“); se invece la situazione “parte en couilles“, non c’è più niente da fare (“va a puttane“).

In Spagna sono molto più strutturati: tutto ciò che è positivo ha a che fare con i testicoli, ciò che è negativo ha a che fare con il sesso femminile. Facile, anche se opinabile.
Cojonudo“, è qualcosa o qualcuno particolarmente apprezzabile (“con i maroni“, “con i controcazzi“); “descojonarse” significa morire dal ridere (“scoglionarsi“, ma nel senso opposto a quello italiano); “tener los huevos cuadrados” significa “avere le palle quadrate“, mentre “tener los cojones de corbata” significa portarle come una cravatta.

Nientemeno…

Articoletto tratto da “Torre di Babele“, vetrina sulle lingue d’Europa presente sul sito-raccoglitore www.presseurop.eu (per altri articoli di questo tipo si veda http://www.presseurop.eu/it/category/section/culture-ideas)

Altri articoli più o meno dediti alle parole del turpiloquio:
https://sicapisce.wordpress.com/2009/06/01/cazzo/
https://sicapisce.wordpress.com/2008/10/08/puttana-e-prostituta/

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Posted in: Facetiae