La suitas giornalistica

Posted on 14 ottobre 2009

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Cito da Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Suitas) e interpreto un po’ liberamente.

La suitas della condotta è la necessità che un’azione, perché sia considerata responsabile, debba indispensabilmente essere:

  1. umana
  2. cosciente
  3. volontaria

Noi sappiamo che non sono condotte volontarie:

  • gli atti cosiddetti automatici;
  • gli atti cosiddetti riflessi;
  • gli atti cosiddetti istintivi;
  • gli atti cosiddetti abituali;
  • gli atti dovuti a distrazione;
  • gli atti contenenti omissioni dovute a dimenticanza.

Queste regole di condotta dovrebbero guidare anche tutti i contesti espressivi dove qualcuno s’incarica di informare qualcun altro.
Ma questo significa anche che certo giornalismo, distratto e dalla memoria corta, non risponde alla suitas della condotta. Non trattandosi di errori volontari, non sono atti responsabili. E quindi, legalmente, non sono punibili.

Già: l’art. 42/1 dispone che nessuno possa essere punito per azioni od omissioni se non sono state commesse con volontà. Non è un approccio un po’ troppo garantista? Sì, e difatti si cerca di ovviare alla cosa.

Se l’azione non è impedibile, non sarà attribuibile al soggetto. Se è impedibile, bisognerà distinguere se si tratti di condotta realmente cosciente e volontaria o potenzialmente cosciente e volontaria. Questi due modi di atteggiarsi della suitas rispondono alla differenza di condotte fra reato doloso e reato colposo.

Ecco spiegata la formula del giornalismo italiano: potenzialmente potrebbero fare di meglio, ma in fondo, poverini, non c’è dolo.

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