Disclaimer: questo articolo veicola abbondante vituperio.

Posted on 5 novembre 2009

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Colpevole di non averlo fatto prima (ma felice di poterlo fare ora) pubblico e pubblicizzo una campagna di sensibilizzazione lanciata da Don Zauker (e se non sapete chi sia, vuol dire che vi dovete quantomeno abbonare al Vernacoliere). Ovviamente quello che segue è uno scherzo, e altrettanto ovviamente contiene improperi e parolacce di ogni tipo (e dialetto).

Detto questo, buona lettura.

Cari amici, gentili sodali, fie,

come si sa, il lazzo e la celia ci sono necessari per sopportare le piccole amarezze quotidiane. Ma c’è un tempo per divertirsi e uno per ragionare seriamente. Oggi si fa presto a puntare il dito e criticare, talvolta anche a ragione, ma in pochissimi si è disposti a mettersi in gioco in prima persona e impegnarsi credendoci, nel tentativo di cambiare le cose. E a questo proposito, a più d’un anno di distanza dalla prima iniziativa, ci facciamo ancora una volta promotori di una nuova Campagna di Sensibilizzazione.

[…]

Da troppo tempo – complice una televisione massificante e alcune trasmissioni del cazzo delle reti Mediaset in particolare – la lingua italiana è VITUPERATA da ignobili lemmi collocabili indiscutibilmente nell’area d’influenza della città di Milano.

Capita di assistere – non senza sgomento – a terrificanti eventi come un pisano che osa pronunciare “Guarda quella che belle tette che ha”, invece del ben più regolamentare “Badalì che popo’ di puppe che cià leilì!”; livornesi o fiorentini che si abbandonano a un agghiacciante “vai a cagare” invece di “vai a caà” (o, in alternativa, “vai a pigliallo ner culo”).

E così la diffusione virale di mostri orribili creati da romani o siciliani che dicono culattone invece di FROCIO o IARRUSO, veneti o napoletani che dicono figa invece di MONA o PUCCHIACCA, e via dicendo, con queste e altre catastrofi da era post-atomica (o post-”Drive in”).

BASTA, CAZZO!

Da oggi cominciamo la DEMILANESIZZAZIONE DELLA LINGUA ITALIANA! Scendiamo in strada e torniamo a sbandierare allegramente le nostre origini! Mai più la vergogna di ammettere di annichilirsi dai rasponi invece di squallide pippe, o di farsi una bella trombata invece di una misera scopata.
Basta con la sudditanza di un lessico nei confronti d’un altro: il milanese NON E’ L’ITALIANO, NON E’ PIU’ RAFFINATO, NON E’ PIU’ CORRETTO, E OLTRETUTTO FA CAA’!

Quindi, da oggi i non lombardi facciano il possibile per bandire dal proprio linguaggio orrori come:

  • figa/figo/figata
  • scopare/ciulare
  • vai a/fa cagare
  • rompere le/stare sulle balle
  • farsi/essere una pippa
  • tette
  • pirla
  • culattone
  • fare una roba

e reimpossessiamoci delle nostre belle seghe e maniglioni; chiaviamo o trombiamo tope, sorche, fregne, potte, fesse, sticchi; diamo dello stronzolo, cugghiuni, fracicone, cap’ ‘e minchia!

MAREMMANI! SALENTINI! CIOCIARI! IRPINI! BARBARICINI! SICULI! LUCANI, GIULIANI E TUTTI GLI ALTRI AMARI, UNIAMOCI NEL COMUNE INTENTO E GRIDIAMO IN CORO:

PIPPA UNA SEGA!

Per un’Italia più civile.

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