Parole esotiche

Posted on 19 novembre 2009

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Piccolo aneddoto: ogni tanto mi capita di andare in Germania. Un giorno sono stato colpito da un cartellone pubblicitario davvero enorme: ovviamente non ricordo affatto che cosa pubblicizzasse, anche perché ero intento a capire come mai trovassi strana quell’immagine.

Lo capii: l’inevitabile ragazza che ochieggiava da lassù era carina, niente di più. Non la solita gnocca da spavento, bensì una fanciulla caruccia, castana, la vicina della porta accanto. E mi venne da lodare i responsabili di quella pubblicità per la scelta controcorrente, coraggiosa ma efficace (beh, che io non ricordi nemmeno il nome del prodotto non fa testo: non me ne sarei ricordato comunque, a meno che il testimonial non sia Josie Maran).

Ovviamente mi sbagliavo: la ragazza era la solita gnocca da spavento, ma per l’immaginario maschile dei tedeschi. Era una bellezza esotica, perché si trattava di una ragazza dalla bellezza mediterranea. Esotica lei per un tedesco quanto una modella bionda può esserlo per un italiano.

Ecco, finito l’aneddoto: l’esotismo, come dice la pagina di Wikipedia indicata qui sopra, è una tendenza che resta ancora molto vivace nel mondo della pubblicità.
L’esempio forse più recente può essere la pubblicità del McDonald trasmessa negli Stati Uniti dove il caffè (di chiara tradizione mediterranea) porta con sé giochi di parole che modificano termini comuni aggiungendo loro una “e” accentata (scegliendo peraltro l’accento che potrebbe andare bene per il francese ma non per l’italiano).

Altro articolo sulle figure retoriche utilizzate in pubblicità: https://sicapisce.wordpress.com/2009/10/07/le-figure-retoriche-in-pubblicita

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Posted in: Facetiae