Quando manca la base si prosegue senza.

Posted on 21 novembre 2009

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Neanche questo è un post politico: per base intendo infatti il verbo che ha dato vita al suo participio presente e che poi è scomparso.

Il verbo, non il participio presente. Le persone continuano così a usare la voce di un verbo che non esiste più. E perché questa voce non è scomparsa assieme al verbo? Perché in italiano i participi (sia presenti che passati) vengono utilizzati spessissimo con valore nominale, come se fossero quindi un aggettivo o un sostantivo.

Capita così che verbi latini, francesi, o semplicemente desueti, abbiano dato origine in italiano a participi presenti che si sono conservati e tuttora vengono usati come sostantivi o aggettivi.
Vi faccio qui un elenco degli esempi più simpatici:

  • aitante, “di bell’aspetto, robusto e vigoroso”  (italiano antico aitàre, ‘aiutare’)
  • ambiente, “il luogo in cui viviamo e che ci condiziona” (latino ambīre, ‘stare intorno’)
  • ambulante, “venditore che si sposta di casa in casa o di mercato o mercato” (latino ambulāre, ‘camminare’)
  • assente, “colui che non è presente, che è lontano” (latino ăbēsse, ‘allontanarsi’)
  • balbuziente, “persona che balbetta” (latino balbutīre, ‘balbettare’)
  • belligerante, “in stato di guerra” (latino belligerāre, ‘fare una guerra’)
  • birbante, “persona disonesta e cattiva” (latino volgare birbare, ‘mendicare, elemosinare’, a sua volta dal francese bribe, ‘tozzo di pane dato in elemosina’)
  • cangiante, “ciò che assume colori diversi a seconda di come viene colpito dalla luce” (italiano antico cangiare, ‘cambiare’)
  • capiente, “in grado di contenere molto” (latino capĕre, ‘contenere’)
  • carente, “scarsamente provvisto di qualcosa” (latino carēre, ‘essere privo’)
  • coerente, “privo di contraddizioni al suo interno oppure rispetto all’ambiente in cui è inserito” (latino coharēre, ‘essere unito’)
  • connivente, “tacitamente consenziente a qualcosa di non buono” (latino connivēre, ‘chiudere gli occhi’)
  • consulente, “professionista che fornisce a pagamento consigli e delucidazioni a proposito di una materia” (latino consŭlere, ‘consultare’)
  • deficiente, “stupido” (latino defĭcere, ‘mancare’)
  • deterrente, “tanto temibile da dissuadere dall’attacco qualsiasi avversario (detto di arma)” (latino deterrēre, ‘distogliere’)
  • discente, “studente” (latino dĭscere, ‘imparare’)
  • dissidente, “persona in disaccordo con il gruppo (spesso politico) di cui fa parte” (latino dissidēre, ‘essere in disaccordo’)
  • docente, “insegnante” (latino docēre, ‘insegnare’)
  • eclatante, “evidente, manifesto; anche impressionante” (francese éclater, ‘scoppiare’)
  • efficiente, “in grado di produrre l’effetto desiderato” (latino effĭcere, ‘compiere’)
  • elegante, “fine, grazioso, non artificioso” (latino elĭgere, ‘scegliere’)
  • eloquente, “significativo; anche: chi esprime chiaramente il proprio punto di vista” (latino ēloqui, ‘esprimersi in modo appropriato’)
  • eminente, “eccellente, meritevole” (latino eminēre, ‘sovrastare’)
  • esercente, “negoziante” (italiano poco usato esercire, ‘condurre un’attività’)
  • fatiscente, “cadente, in rovina” (latino fatīsci, ‘creparsi’)
  • furfante, “persona disonesta e cattiva” (italiano raro furfare, a sua volta dal francese antico forfaire, ‘agire al di fuori (della legge)’)
  • galante, “che sfoggia gentilezza e buone maniere nei rapporti con altri, soprattutto con donne” (francese galer, ‘divertirsi’)
  • gestante, “donna incinta” (latino gestāre, ‘compiere’)
  • imminente, “prossimo nel tempo, pronto a compiersi” (latino imminēre, ‘incombere’)
  • ingrediente, “elemento che rientra nella composizione di un alimento, una medicina o più in generale di qualcosa” (latino ĭngredi, ‘entrare’)
  • intelligente, “intellettualmente dotato” (latino intellĕgere, ‘capire’)
  • lampante, “estremamente evidente” (italiano poco usato lampare, ‘lampeggiare’)
  • latente, “nascosto, non manifesto” (latino latēre, ‘stare nascosto’)
  • mittente, “chi spedisce qualcosa per posta o per ferrovia” (latino mittĕre, ‘mandare’)
  • negligente, “privo di zelo e svogliato” (italiano raro negligere, ‘trascurare’)
  • occidente, “ovest, ponente” (latino occĭdere, ‘cadere’ (detto del sole))
  • oriente, “est, levante” (latino orĭri, ‘nascere’ (detto del sole))
  • pimpante, “vivace e baldanzoso; anche: sgargiante, vistoso” (francese pimpere, ‘sedurre’)
  • prestante, “di bell’aspetto e robusto” (latino praestāre, ‘ essere superiore’)
  • prudente, “cauto, non sconsiderato” (latino providēre, ‘prevedere, provvedere’)
  • recipiente, “contenitore, vaso per liquidi” (latino recĭpere, ‘prendere, contenere’)
  • reticente, “riservato, che non fa affermazioni esplicite” (latino reticēre, ‘tacere’)
  • rovente, “surriscaldato; anche appassionato, veemente” (latino rubēre, ‘essere rosso’)
  • solvente, “liquido che prevale in una soluzione” (italiano antico solvere, ‘sciogliere’)
  • stravagante, “originale, eccentrico, al di fuori delle consuetudini” (latino medievale extra, ‘fuori’ e vagari, ‘vagare’)
  • tornante, “curva a gomito, tipica soprattutto in montagna” (francese tourner, ‘girare’)
  • utente, “persona che fa uso di un bene o di un servizio pubblici” (latino ūti, ‘usare’)
  • vacante, “privo di titolare o proprietario” (italiano raro vacare, ‘essere vuoto’)
  • vigente, “in vigore e ancora valido (detto di legge)” (italiano raro vigere, ‘essere in vigore’)

L’elenco è preso dalla bellissima “Grammatica italiana di base“, di Pietro Trifone e Massimo Palermo, Zanichelli Editore; un libro simile, che permette di spiegare l’italiano agli stranieri nonostante le loro mille curiosità e gli esempi pazzeschi che sono in grado di produrre, vale la pena essere menzionato.

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