Chi inventò la scrittura?

Posted on 7 dicembre 2009

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Tratto da “Gli indoeuropei e le origini dell’Europa“, di Francisco Villar (Edizioni Il Mulino), p. 99:

Alcuni vasi destinati al culto, figurine e diversi altri oggetti rituali, appartenenti alla cultura di Vinča e risalenti al periodo compreso tra i millenni VI e IV a.C., recano delle iscrizioni che sembrano appartenere a una scrittura basata su segni rettilinei, un buon numero dei quali può essere identificato. Ormai sono pochi gli specialisti che dubitano del fatto che tali segni appartengano a un sistema di scrittura. Alcuni preferiscono parlare di prescrittura. Ma dopo le interessanti osservazioni di H. Haarmann appare fuori di dubbio che si tratta di una vera e propria scrittura: di una scrittura di natura pittografica e utilizzata esclusivamente per scopi religiosi e legati al culto, poiché tutti gli indizi lasciano supporre che le iscrizioni contengano formule rituali e i nomi delle divinità incisi su oggetti votivi. Haarmann ha dimostrato l’identità o la stretta somiglianza tra più di una cinquantina di questi segni con altrettanti segni della scrittura lineare A di Creta. Una coincidenza che non può essere casuale e che, integrandosi in un ampio sistema di altre affinità culturali, ci porta all’ovvia conclusione che la scrittura cretese è erede di quella della Vecchia Europa.
Tutto ciò comporta una profonda revisione delle idee correnti sull’origine della scrittura. Fino a non molto tempo fa sembrava un dato sicuro che la scrittura pittografica sumera, nata nel IV millennio, fosse la prima scrittura dell’umanità. Ebbene, quella europea l’aveva preceduta di circa 2000 anni, diventando così la più antica di tutte. A quanto sembra, la scrittura è stata inventata sei volte: nella Vecchia Europa, in Mesopotamia, in Egitto, nella valle dell’Indo, in Cina e nel centro America precolombiano; e ogni volta indipendentemente. Tra alcune di queste scritture sembrano esserci delle affinità strutturali, cosa che di per sé non implica necessariamente contatti o influenze storiche. Tuttavia la nascita della scrittura in Mesopotamia e nella valle dell’Indo nel IV millennio coincide cronologicamente con la sua scomparsa nella Vecchia Europa. E poiché il IV millennio è il momento culminante della pressione indoeuropea sulla Vecchia Europa, non è inverosimile supporre che si siano verificate delle fughe di quegli europei verso differenti punti, che così avrebbero potuto influenzare la nascita delle altre scritture, come probabilmente accadde a Creta. Per il momento non possiamo avere nessuna certezza. Sia la natura totalmente indipendente che la possibile connessione tra queste diverse scritture sono tutte da stabilire.

Quando parla di Vecchia Europa l’autore si riferisce alla tesi dei Kurgan di Marija Gimbutas e alla sua ricostruzione dell’Europa preindoeuropea, che viene descritta come dominata dall’agricoltura, di forte stampo matriarcale e cristallizzata in alcune culture regionali: Cucuteni, Lengyel, Tisza, Vinča, Egea.
Le popolazioni indoeuropee, invece, sarebbero caratterizzate da nomadismo, allevamento, patriarcato e spiccata bellicosità. Qualcuno dice che la guerra l’avrebbero inventata loro, gli indoeuropei.

Un breve riassunto delle prime apparizioni di forme di scrittura (non necessariamente alfabetiche):