Ciao, bambola. Che fai stasera?

Posted on 23 aprile 2010

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Le parole servono anche a questo. Beh, qualcuno sostiene che servano soprattutto a questo: trovarsi il partner.

Così il sito OkCupid, che organizza appuntamenti e incontri tra persone, ha analizzato le parole contenute in 500.000 inserzioni, suddividendole poi per il grado di successo che le inserzioni hanno avuto.

Saluti che hanno successo, saluti che non ce l'hanno...

Saluti che hanno successo, saluti che non ce l'hanno...

Scopriamo così che le grafie tipiche dell’americano (e ora della rete: “u” per “you“; “luv” per “love“; “r” per “are“) non portano lontano. Allo stesso modo, e senza troppe sorprese, i complimenti falliscono l’obiettivo: piacciono a tutti, siamo d’accordo, ma se arrivano troppo presto sembrano piuttosto una scorciatoia, un modo per evitare la lunga schermaglia del corteggiamento…

Una cosa molto interessante che emerge da questo studio è l’insuccesso che attende chi dovesse cercare di portare la discussione, il canale comunicativo, al di fuori del sito di appuntamenti. L’ambiente in cui tutto ciò si svolge mette al sicuro, protegge.

Tutte le altre considerazioni che emergono (emersero) da questo studio lessicale sono (in inglese) alla pagina

http://blog.okcupid.com/index.php/2009/09/14/online-dating-advice-exactly-what-to-say-in-a-first-message/