Le più antiche parole italiane – Q, R

Posted on 2 luglio 2010

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Le più antiche parole italiane attualmente ancora in uso e considerate moderne: siamo quasi arrivati alla fine di questo glossario di voci che sono rimaste inalterate nel tempo.
Di ogni parola fornisco una breve definizione, una spiegazione della sua provenienza e una data approssimativa di prima apparizione scritta; il tutto è tratto da “Il Devoto-Oli, Vocabolario della lingua italiana 2008“, a cura di Luca Serianni e Maurizio Trifone; Edmund Le Monnier, 2007; Milano.

qualunque. Forma indefinita dell’aggettivo “quale”, resa relativa dal suffisso “-unque“, col significato di ‘quale che sia’ (introduce una proposizione col congiuntivo).
Derivazione di qual(e), col suffisso -unque. Appare nella seconda metà del secolo XII nella forma “qualunqua”.

quandunque. Ogni volta che. Vedi voce precedente.
Derivazione di quando, col suffisso -unque. Seconda metà del secolo XII.

rallegrare. Rendere allegro e felice, suscitare in qualcuno gioia e contentezza, allietare.
Derivazione di allegro, col prefisso r-. Fine secolo XII.

rampogna. Rimprovero vibrato e solenne, invettiva.
Dal francese antico ramposne. Inizio secolo XII.

rampognare. Rimproverare aspramente, redarguire.
Dal francese antico ramposner, ‘schernire’. Inizio secolo XII.

refutare. Confutare.
Dal latino refutare, ‘rifiutare’. Fine secolo XII.

refutazione. Confutazione.
Dal latino refutatio -onis, derivazione di refutare, ‘rifiutare’. Fine sec. XII.

ricchezza. Larga disponibilità di beni e specialmente di denaro (contrapposto a “povertà”).
Derivazione di ricco. Inizio secolo XII.

ricco. Che ha larghe disponibilità economiche, specialmente in denaro.
Dal longobardo *rihhi. Secolo XII.

richiesta. Domanda, per lo più motivata da una prassi o da una necessità.
Femminile sostantivato di richiesto, participio passato di richiedere. Secolo XII.

rima. Analogia di terminazione fonetica, a partire dalla vocale tonica, fra parole poste a breve distanza (specialmente se collocate alla fine di versi consecutivi o vicini).
Dal francese antico rime, dal latino rhythmus, ‘ritmo’. Secoli XII-XIII.

rinnovare. Sostituire a una cosa rovinata o invecchiata una cosa nuova e moderna (anche con la prep. a).
Dal latino renovare, derivazione di novus, ‘nuovo’, con influsso del prefisso rin-. Fine secolo XII.

rischio. Eventualità di subire un danno (più incerto di quello implicito in “pericolo”).
Variante di risico, dal greco bizantino rhizikó, a sua volta dall’arabo rizq. Secolo XII.

risuscitare. Restituire alla vita dopo la morte, riportare in vita.
Dal latino cristiano resuscitare, che nel latino classico significava ‘risvegliare’, derivazione di suscitare, ‘fare alzare’, col prefisso re-. Secoli XII-XIII.

romano. Appartenente o relativo a Roma, con riferimento alla storia antica.
Fine secolo XII.

rustichezza. Semplicità, elementarità di modi e di atteggiamenti, attribuibile più all’ambiente che al carattere.
Derivazione di rustico.  Appare nel secolo XIV; con il significato di ‘bruttezza fisica’, appare sin dalla fine del secolo XII.

rustico. Proprio della campagna sul piano dell’oggettiva pertinenza.
Dal latino rustìcus, derivazione di rus, ‘campagna’. Inizio secolo XII.

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