La difesa della lingua inglese

Posted on 7 luglio 2010

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Per cominciare, essa [la difesa della lingua inglese] non ha niente a che fare con gli arcaismi, col salvataggio di parole e locuzioni obsolete o con lo stabilire un “inglese standard” da cui non allontanarsi mai. Al contrario, prevede lo scrostamento di qualunque parola o modo di dire che ha perduto la sua utilità. Non ha nulla a che fare con una corretta grammatica e sintassi, che non sono importanti finché uno fa capire quello che intende, o con l’evitare gli americanismi o con quello che viene definito “una bella prosa”. D’altro canto non è interessata ad una falsa semplicità o a rendere colloquiale l’inglese scritto. Nemmeno implica di preferire in ogni caso la parola sassone a quella latina, anche se implica di utilizzare la parola più breve e semplice che esprime il significato voluto. Quello che è soprattutto necessario è lasciare che il significato scelga la parola e non il contrario.

E’ un brano tratto da “Politics and the English Language”, di George Orwell. Grassetto mio.
Trovate un articolo su questo saggio alla pagina http://initaliano.wordpress.com/2009/09/03/george-orwell-politics-and-the-english-language/

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