Le più antiche parole italiane – S

Posted on 11 ottobre 2010

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Continuo con l’elenco delle definizioni, etimologie e date di prima apparizione delle parole italiane più antiche che sono attualmente ancora in uso. Siamo arrivati alla lettera “S”. Il lemma in arancione ha subito trasformazioni di significato tali da attribuire alla parola un senso diverso da quello originario (quindi tecnicamente la parola è attestata sin dall’antichità, ma in realtà aveva tutto un altro ruolo).

sacco. Recipiente cilindrico di tela ruvida, iuta, canapa, carta molto resistente e anche di materie plastiche o altra materia analoga, atto a contenere materiali incoerenti o più oggetti di dimensioni ridotte, da conservare o da trasportare.
Latino saccum, dal greco sàkkos. Fine sec. XII.

sagrestano. Laico addetto alla cura della chiesa e alle varie piccole mansioni connesse al culto.
Dal latino medievale sacristanus, derivazione di sacrista, ‘addetto alle cose sacre’. Fine sec. XII.

santo. Attributo della divinità in quanto sommamente venerabile.
Latino sanctum, participio passato di sancire, ‘sancire, render sacro’. Sec. XII.

saporoso. Dal sapore gradevolmente intenso e gustoso.
Dal latino tardo saporosus, derivazione di sapor -oris, ‘sapore’. Sec. XII.

saputo. Di persona che presume di sapere tutto e cerca d’imporre le proprie opinioni o la propria cultura con prosopopea e saccenteria.
Participio passato di sapere. Sec. XII.

sarto. Artigiano che attende a lavori di taglio e cucito per la confezione di abiti.
Latino tardo sartor, derivazione di sarcire, ‘rappezzare, accomodare’. Sec. XII.

savio. Che dimostra buon senso, avvedutezza e assennatezza.
Dal provenzale savi, dal latino *sapium, derivazione di sapĕre, ‘esser saggio’. Sec. XII.

scala. Struttura fissa costituita da una serie di gradini e disposta secondo un piano inclinato, per lo più suddivisa in più rampe intramezzate da pianerottoli, che consente alle persone di superare agevolmente un dislivello.
Latino scala, derivazione di scandĕre, ‘salire’. Sec. XII.

scarsella. Borsa di cuoio per tenervi denari o altro, che si portava un tempo appesa al collo o alla cintura.
Femminile sostantivato di un diminutivo di scarso nel senso gergale di ‘avaro’. Sec. XII.

. Forma forte (accentata) nella declinazione del pronome riflessivo, opposta alle forme deboli (atone) si e se.
Latino . Sec. XII.

sedere. Di persona, stare con le natiche posate su una superficie di appoggio tenendo il busto eretto o poco inclinato.
Latino sedēre. Sec. XII.

seicento. Numero costituito da sei centinaia.
Composto di sei e cento. Sec. XII.

senza. Come preposizione esprime mancanza o assenza, introducendo il complemento di privazione o quello di esclusione.
Latino (ab)sentia, ‘in mancanza di’. Sec. XII.

seppellire. Deporre un cadavere o i resti di un animale sotto terra, in una tomba, in una fossa.
Dal latino sepelire. Sec. XII.

sicuramente. Senza timore, sospetto, cautela, esitazione o pentimento.
Derivazione di sicuro. Prima metà sec. XII.

spada. Arma bianca da punta e anche da taglio, a lama lunga, diritta e appuntita.
Latino spatha, dal greco spàthē, ‘spatola’. Sec. XII.

spalla. Parte del corpo corrispondente all’inserzione dell’arto superiore sul tronco e ai tessuti che la rivestono.
Latino spatŭla, ‘spatola’. Sec. XII.

spesa. Cessione di denaro a titolo di pagamento o per altro scopo.
Latino tardo (pecunia) expensa, ‘(denaro) speso’, participio passato sostantivato femminile di expendĕre, ‘spendere’. Sec. XII.

sposa. La donna considerata in rapporto alle nozze.
Latino sponsa, ‘fidanzata’, propriamente participio passato femminile sostantivato di spondēre, ‘promettere (in moglie)’. Fine sec. XII.

sposo. L’uomo considerato in rapporto alla cerimonia delle nozze.
Latino sponsum; vedi sposa. Fine sec. XII.

sudario. Presso gli antichi Romani, fazzoletto di lino finissimo usato per detergere il sudore (anche quello che i soldati si avvolgevano intorno al collo).
Dal latino sudarium, derivazione di sudare, ‘sudare’. Sec. XII.