L’evoluzione matematica delle lingue

Posted on 4 novembre 2010

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Dalla pagina http://lescienze.espresso.repubblica.it/ articolo/ articolo/ 1314928:

Un verbo irregolare si normalizza a una velocità inversamente proporzionale alla radice quadrata della sua frequenza d’uso.

Come sarà nel futuro la nostra lingua? Finora le lingue sono state considerate qualcosa di troppo complesso perché la loro evoluzione potesse essere racchiusa all’interno di leggi matematicamente determinate. Tant’è che i mutamenti avvenuti nelle lingue sono sempre stati considerati materia per gli studi di linguisti e storici della letteratura, mentre ai matematici restava tutt’al più l’analisi statistica delle frequenze nelle diverse lingue di lettere, sillabe e parole.

Le cose però potrebbero cambiare. Un gruppo di ricercatori della Harvard University, diretto da Martin A. Nowak, studiando i mutamenti della lingua inglese lungo 1200 anni è riuscito a identificare uno schema evolutivo racchiudibile in una formula matematica.

Come scrivono i ricercatori sull’ultimo numero di “Nature”, proprio come i geni e gli organismi, le parole – e in particolar modo i verbi irregolari – sarebbero soggetti nel tempo a una forte pressione di “normalizzazione”.

“L’analisi matematica di questa evoluzione linguistica rivela che i verbi irregolari si comportano in modo molto regolare – ha osservato Erez Lieberman, che ha partecipato alla ricerca – tanto da permetterci previsioni sui futuri stadi della loro traiettoria evolutiva.”

In particolare, un verbo si regolarizza secondo una specifica funzione matematica, ossia a una velocità inversamente proporzionale alla radice quadrata della sua frequenza d’uso. Ciò significa che un verbo usato 100 volte meno di un altro si regolarizza 10 volte più velocemente.

I ricercatori hanno anche valutato “l’emivita” dei verbi irregolari, stabilendo il loro tempo di sopravvivenza alla regolarizzazione. Parole comuni come “be” o “think” hanno così mostrato di avere un’emivita rispettivamente di 38.800 e 14.400 anni, tanto da potersi dire praticamente esenti dalla regolarizzazione; parole più rare, come “smite” e “shrive“, che hanno invece un’emivita di soli 700 e 300 anni, sembrerebbero in vista della fine della loro carriera di irregolari. (gg)

Cito da Wikipedia: “l’emivita (o tempo di dimezzamento) di un isotopo radioattivo è definita come il tempo occorrente perché la metà degli atomi di un campione puro dell’isotopo decadano in un altro elemento”. Nei commenti, tuttavia, Pagnino fa notare che la parola “emivita” è applicabile a tutti quei contesti/eventi la cui durata è misurabile: in questo senso i ricercatori di Harvard hanno immaginato un parallelo tra l’instabilità di un qualche evento e l’instabilità di un verbo irregolare.

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