Le parole di trent’anni.

Posted on 16 novembre 2010

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1. The Garden (Ende Neu, 1996)

Se mi vuoi mi troverai nel giardino
A meno che non piova a dirotto
Mi troverai ad aspettare, in primavera come in estate
Mi troverai ad aspettare, ad aspettare la caduta
Mi troverai ad aspettare che maturino le mele
Mi troverai ad aspettare che cadano
Mi troverai ad aspettare accanto agli argini di tutti e quattro i fiumi
Mi troverai alla primavera della coscienza
Se mi vuoi mi troverai nel giardino
A meno che non piova a dirotto

2. Die Befindlichkeit des Landes (Silence is Sexy, 2000)

Sopra il terreno, disseminato di cicatrici,
che scompare lentamente
lasciando soltanto un dolore fantasma
filtra, appena percettibile, una meschina risata
attraverso il rosso info box
e vaga rotolando fra le fosse

Tutto è solamente rovine future
Materiale per il prossimo strato

Mela, Mela, Mela, Mela, Melancolia
Melancolia, mon cher
Mela, Mela, Mela, Mela, Melancolia
si libra sulla città nuova
e sopra la campagna

Sopra i centri di controllo
Sopra il campo di stoppie di cemento
Sopra le reti segrete di bunker
che non è permeso eliminare
Marlene go home!
anche sopra la Piazza Marlene Dietrich

I nuovi templi hanno già crepe
rovine future
un giorno anche su questa città crescerà l’erba
sopra il suo ultimo strato

Mela, Mela, Mela, Mela, Melancolia
Melancolia, mon chér
Mela, Mela, Mela, Mela, Melancolia
si libra sulla città nuova
e sopra la campagna

Nel cielo lacerato,
attraversato dai jet per esercitazioni
resta appesa con le ali spalancate,
senza sonno, con lo sguardo fisso
in direzione delle rovine:
dietro di lei s’è ammucchiato il futuro
e lei lentamente s’innalza sempre di più
fino ad abbracciare con lo sguardo l’intera terra
Cos’è la disposizione della terra?
Cos’è la disposizione della terra?

3. Halber Mensch (Halber Mensch, 1985)

Mezza persona
Vai avanti, in tutte le direzioni
Abbiamo stabilito per te delle verità

Mezza persona
Nelle loro crepe risplendono i nostri trasmettitori
A ogni scoccare d’ora trasmettiamo i tuoi valori
Vai avanti

4. Von Wegen (Alles Wieder Offen, 2007)

Affatto, affatto, affatto
affatto, affatto, affatto io so
per i quali, per i quali, dei quali, dei quali io so
sono stato via per lungo, lungo tempo
su strade delle quali, delle quali io so
ho rotto le mie tende
da tanto, tanto, tanto tempo
su strade per le quali, delle quali, delle quali io so
il terreno dietro me l’ho minato ogni volta per bene
del quale, del quale, del quale io so
ho seppellito la mia comprensione
come la mia anima su suoli deserti
affatto, affatto, affatto, affatto
alla mia sinistra e alla mia destra, in attesa, i banditi: inutilmente.

5. Die Interimsliebenden (Tabula Rasa, 1993)

Durante un solo colpo di lingua
sono lo scoppio originario e l’entropia
Dalla gigante rossa fino alla nana bianca,
l’intera scala.
Mi cadono dimensioni cosmiche
dalla bocca
nella descrizione di un bacio
degli amanti ad interim

Degli amanti ad interim
Nell’interim

Fra microfono e macrocosmo
in mezzo al caos e senza meta
fra plancton e filosofia
fra attentati e utopia
ci sono loro,
gli amanti ad interim

Nella loro bocca comune
vive un colibrì
con ogni battito delle sue ali,
per i quali l’occhio è fin troppo lento,
culture fioriscono e periscono
interi continenti sprofondano
qui non esiste nessuna parola innocua
sono tutte fin troppo importanti
e l’esempio più semplice esplode
per 10 alla 14 volte per gli amanti ad interim

gli amanti ad interim
nell’interim

Fra mal di denti e olio di chiodi di garofano
Fra Genesi e seiseisei
Fra C diesis e vitamina C
Fra oltremare e marittimo

Gli amanti ad interim sono intimi

gli amanti ad interim
nell’interim

Durante un solo battito d’occhi
hanno provocato un colpo di stato
deposto il governo
sciolto il parlamento
hanno impedito le elezioni
annullato il risultato elettorale
hanno ripetuto le elezioni
sono stati infine esiliati
cancellati dalla storia
Io cammino pesantemente attraverso la melma
di significative metafore
Meta, meta, meta per metri
Con gesti fin troppo ampi
per gli amanti ad interim

gli amanti ad interim
sono amanti nell’interim

fra temporaneo e tempura
fra la danza sulla fune e quella delle spade
attraverso e sul fondo del mare
fra attentati e utopia
loro giacciono l’uno fra le braccia dell’altra

Inghiottono per la sete l’ultimo briciolo di luce
loro esistono non più ieri e domani non ancora
gli amanti
gli amanti ad interim
loro esistono non più ieri e domani non ancora
non nella realtà
loro esistono non più ieri e domani non ancora
gli amanti ad interim
loro esistono non più ieri e domani non ancora

6. Nagorny Karabach (Alles Wieder Offen, 2007)

La città giace sotto la nebbia
Io sono sulla mia montagna
Nel mio giardino nero
Schiacciato tra cieli
Nell’enclave della mia scelta
Nella quale mi nascondo,
In Nagorny Karabach

Una volta foreste profonde
Catene montuose, forse ghiaccio
Un sole giallo rame
perpetra un paradiso
la mia sistole e la mia diastole,
e in mezzo a loro il momento
supportato dagli uccelli
che qui hanno accesso
Nell’enclave della mia scelta
Nella quale mi perdo,
In Nagorny Karabach

Scendo il monte
Entro in una o nell’altra valle
In cui stanno bandiere di tutti i colori,
Nel monte Karabach

Due grandi corvi neri
divorano le prugne dall’albero
Forse che l’altra città si curerà di me?

Nell’enclave della mia scelta
Nella quale mi nascondo,
In Nagorny Karabach

Vienimi a trovare,
Ho tempo infinito
E il panorama è meraviglioso
Sopra le nubi e la città
in Nagorny Karabach
Nagorny Karabach

7. Dead Friends (Around the Corner) (Supporter’s Album No. 1, 2003)

Qui è sempre tutto uguale
sembra ovunque
L’intera area è fuori mano per me
Perciò ci vengo piuttosto di rado

Qui stanno coloro che sono andati
e coloro che sono stati fatti andar via
Qui stanno coloro per i quali sono apparso
nell’ultimo film, volando in caduta libera
La maggior parte di loro sono ancora molto affamati
e non hanno nemmeno sigarette
così si aggrappano alle idee

C’è un posto dietro l’angolo
Dove vivono i tuoi amici morti

Alcuni passeggiano, o meditano,
passeggeri ciechi a zonzo nelle metropolitane e nei bus
oppure semplicemente se ne stanno ad aspettare
persino quelli che di aspettare non ne potevano più
qui non hanno null’altro da fare
e la noia li attanaglia, specialmente di notte

C’è un posto dietro l’angolo
Dove vivono i tuoi amici morti

Non è nulla
Non è nulla
Io vi chiamo con i vostri antichi nomi
Senza cambiare tono di voce
Li lascio cadere come sempre sono caduti
qui dove siete voi, invisibili e intoccabili
e nemmeno vi si può afferrare
Tutto continua ad essere sempre uguale
solo che in mezzo ci siete voi ad attendere
poco lontano, anzi proprio qui intorno
dietro l’angolo, per così dire
Non è nulla
Non è nulla
Non è nulla
Non è

8. Unvollständigkeit (Alles Wieder Offen, 2007)

Non lo si può chiamare esattamente sonno
Da un polo all’altro, il tutto alla stessa distanza
i sogni si appoggiano sul bordo
e fissano lo sguardo sul cratere degli oggetti smarriti
che lì sotto solcano le loro strade con tranquillità
guardano indietro intensamente
e mi chiedo:  quante cose si sono rese di nuovo indipendenti?

La valigia è stata consegnata
l’ho consegnata
e lei è atterrata da qualche parte
dove non sono atterrato io
Il suo contenuto è divenuto bene da furto
Preda, da lungo argentata, o meglio: scialacquata
Io mi siedo in posizione verticale
Non importa se è pomeriggio, sera o piena notte
La luce del giorno mi invischia nei fatti che questo fuso orario si porta con sé

Fuori
Esiste un fuori
Ma sono ancora abbastanza completo?
Li ho ancora tutti insieme?
Le sette cose
Occhiali
matita
e il blocco
Mappe
soldi
passaporto
e le chiavi

Talenti?

Ho rovesciato solo una volta con tutto l’esterno
essere e lasciar essere

Io mi siedo in posizione verticale

Raschio con la gola fino ad afferrare il muco
Con due dita ne tiro fuori il filo dalla gola, dal mio corpo
Vi restano appesi, come ad un braccialetto porta fortuna:
un cuore, il mio amore, una bottiglia, una casa, una moneta, un ferro di cavallo,
un sei, sette, una foglia di trifoglio, un pesce, un cubo, un tredici,
una campana, un castello, una chiave, un martello, una stella, la luna, il sole
e alla fine un pennello, le cui setole portano con sé gli ultimi resti, un paio di grumi.

Finalmente pulito. Finalmente vuoto.

Bevo un gran bicchiere d’acqua e aspetto. Ciò che era bloccato in me e mi preoccupava,
ora è appeso davanti a me e secca come verdura vecchia, peperoncino, frutta secca.

L’acqua trova la sua strada. Lo lascio, un ultimo raggio.
Un ultimo gas, una flatulenza.
Finalmente vuoto.
Finalmente vuoto.
Io: il mio guscio.

9. Installation No. 1 (Ende Neu, 1996)

Disobbedire!

10. Youme & Meyou (Perpetuum Mobile, 2003)

Essi costruiscono una nave ad ogni inverno
da far salpare prima della tempesta.

Essi non vanno soltanto da A a B:
essi vanno e vengono in circolo, di continuo.

perché là fuori c’è sempre un cantiere
uno Starbucks e
ancora un altro Gugenheim

Tuio sa cosa iotu vuole
Iotu sa cosa Tuio vuole
e questo è più che certo

Niente più nappe appese alle chiavi dell’hotel
una linea telefonica, un laptop
e un sacchetto di mandarini

Essi trasformano una casa in dimora
dove i terremoti convivono con gli antifurto
catastrofi mature dalle maniere affettate

Essi fanno dono l’uno all’altra di migliaia di nomi
e se ne spogliano, ancora e ancora
come fossero gioielli eccessivi

Tuio sa cosa iotu vuole
Iotu sa cosa Tuio vuole
e questo è più che certo

Essi si difendono l’un l’altra dagli assalti del passato
e se il futuro non è luminoso, per lo meno è zeppo di colori
ecco, è primavera: ora di bruciare la nave

Essi falliscono, falliscono e provano ancora
Si slanciano da una scogliera, ce la fanno, e si slanciano ancora

Essi hanno dato la prova decisiva
che i calabroni -in effetti!- possono volare
anche contro ogni legge fisica

Essi s’inventano l’un l’altra ogni giorno daccapo
e comunque non avranno una diversa visione
di persone o cose

Si difendono contro i capricci del fato
mettono in dubbio le statistiche, accelerano

lo status quo, negano le leggi di gravità

Ma quella parola non l’adoperano
ché potrebbe rompersi una volta lasciata cadere dalla bocca

Essi non dicono che hanno amato
perché nessuno può dire
di essere stato ucciso il giorno prima

Tuio sa cosa iotu vuole
Iotu sa cosa Tuio vuole
e questo è più che certo

[…]

14. Sabrina (Silence is Sexy, 2000)

Non è il rosso del sole morente
la sorprendente macchia sulle lenzuola del mattino
Non è quel rosso di cui sanguiniamo
Il rosso del cabernet sauvignon
Un mondo di rubino, tutto invano

Non è quel tipo di rosso

Non è come la famosa pioggia di Zeus
Non viene assolutamente giù dal cielo
E’ all’aperto, ma non viene rubata
Non è quel color oro
Non è d’oro come la memoria
O come l’età che porta lo stesso nome

Non è quel tipo di color oro

Vorrei che fosse questo il tuo colore
Il tuo colore, io vorrei

E’ nero come il quadrato di Malevitch
La gelida fornace nella quale fissiamo gli occhi
Un tono alto su una gradazione futura
E’ una fiaba da notte invernale senza stelle
Ti si adatta bene

E’ quel tipo di nero
Vorrei che fosse questo il tuo colore
Il tuo colore, io vorrei

[…]

18. Silence is Sexy (Silence is Sexy, 2000)

Il silenzio è sexy
Così sexy

Così silenzio

Il silenzio è sexy
Il silenzio è sexy
Così sexy
Così sexy

Il silenzio non è sexy per niente

Il divertimento
La solitudine
L’amore selvaggio, l’idea fissa, l’idée fixe
Solo io ed io ed io e Tinitus
Quando infine la musica smette
Da sé

Il silenzio è sexy
Il silenzio è sexy
Così sexy
Sexy come la morte

Il silenzio è sexy
Il silenzio è sexy
Così sexy
Così sexy

Solo il tuo silenzio non è sexy per niente
Solo il tuo silenzio non è sexy per niente
Il tuo silenzio non è sexy per niente

[…]

20. Total Eclipse of the Sun (Silence is Sexy, 2000)

La bellezza, tenero bagliore ormai spento
il cielo incupito da una brezza
il fantasma dell’aurora privata del suo rosso
soprannaturale, al di fuori della nostra natura
la luce come piombo

ritagliata nella tenebra
una piccola falce
così piccola da sembrare tagliata da un bisturi

l’ultima scintilla di sole si dilegua
quasi come la luce morente di una candela
ora stanno disco su disco
e a me si stringe il cuore

Ciò che vorrei davvero, davvero, davvero vedere
è un’eclisse totale di sole

E tutti dicono “Ah!”
Solo gli uccelli sono ammutoliti
per la sorpresa

Ciò che vorrei davvero, davvero, davvero vedere
è un’eclisse totale di sole

Dedicato a Raffaella, Marcello e Laura, Anna, Emanuela, Nino e Tiziana, Sara e Paolo. E Cilly :)
Le traduzioni sono di Daniela Ceglie, tranne lì dove i miei tentativi di abbellimento hanno introdotto errori.

Questo articolo è il numero 199.

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