Le retoriche dell’ipertesto.

Posted on 7 marzo 2011

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Un ipertesto é un testo che si dà una forma definitiva solo nel momento in cui ha a che fare con il proprio lettore. A differenza di un libro, che é un’interfaccia fissa ad un testo, l’ipertesto si realizza in uno dei suoi potenziali aspetti ogni volta che viene “attivato” dal lettore. In questo senso é l’azione della lettura ad indicizzare una singola istanza del testo.

Questa caratteristica ha dato luogo a modalità di fruizione dell’ipertesto che gli sono specifiche: la più famosa é sicuramente la proliferazione di trame concorrenti (dove non esiste il percorso “prestabilito” dall’autore e ci si costruisce invece un proprio percorso).

Un’altra modalità testuale peculiare dell’ipertesto é la lettura non sequenziale, declinata in forza della multidimensionalità narrativa che la generazione successiva delle interfacce permette.
Questa “costituzione dinamica” dell’ipertesto si basa su di un’altra caratteristica, ovvero la separatezza dei suoi elementi (il testo, eventualmente i suoi brani, i capitoli, i titoli e poi il layout, i caratteri, etc., etc.) che non si muovono in blocco come nel caso di un documento fisico ma appunto, grazie all’attivazione da parte del fruitore, vengono riuniti nelle istanze necessarie.

In un ipertesto viene dunque meno anche il concetto di “unicità” del testo: non esiste un testo unico ma, per così dire, una nube potenziale di versioni, di istanze più o meno diverse – o magari identiche ma sempre autonome. Nessuna di esse, in effetti, é più vera delle altre; nessuna é quella “giusta”, l'”originale”.

E tuttavia i modi in cui al lettore “giunga” un testo piuttosto che un altro (o, meglio: i modi in cui la lettura realizzi un testo piuttosto che un altro) dipendono da meccanismi che non sono ancora stati sufficientemente studiati né tantomeno chiariti.

Dieci anni fa finiva l’avventura della BLI, la Biblioteca di Letteratura Impubblicabile, sito sul quale Gherardo Bortolotti e io tentavamo di fornire strumenti per realizzare ipertesti in HTML ed esploravamo le possibilità retoriche offerte dall’informatica e dalla Rete.
Oggi voglio riassumere un paio di pensieri su quali possano essere le logiche e i meccanismi drammaturgici che guidano la lettura (e la scrittura) di un ipertesto.

Dal punto di vista dell’utente l’interazione con il testo può avvenire mediante una o più sue azioni esplicite:

  • scorrimento della pagina o, per meglio dire, dello spazio (o degli spazi) in cui il testo é distribuito;
  • rollover su di un elemento (che può essere un paragrafo, una frase o una parola); in questi giorni di tablet si può parlare più genericamente di “puntamento”;
  • doppio click su di un elemento (come sopra: paragrafo, frase o parola);
  • risposta ad una domanda posta dalla macchina.

Esiste anche la possibilità che all’utente non sia concesso alcun potere decisionale, e dunque non abbia a disposizione alcuna azione esplicita; l’evento, in questo caso, é:

  • lo scorrere del tempo (come in una timeline di un filmato, per intenderci).

Come potete notare, il tipo di azione permessa dipende in larga misura dallo strumento su cui l’ipertesto viene fruito (i tablet possono ad esempio intercettare azioni come l’inclinazione del device o lo scuotimento; altri strumenti accettano anche input acustici tramite microfono oppure addirittura visivi tramite webcam…). Quelli elencati sopra possono però bastare, per ora, essendo sufficientemente generici da adattarsi a quasi tutti gli strumenti per i quali si può voler scrivere un ipertesto.

Queste 5 modalità di intervento descrivono tuttavia solamente ciò che l’utente fa “verso” il testo. Ovvero, sono la cassetta degli attrezzi che il lettore ha a sua disposizione. In risposta a ciò, il testo reagisce con un evento che può essere:

  • spostamento del lettore ad un “nodo narrativo” successivo privo di qualunque rapporto con il primo: accesso casuale;
  • spostamento del lettore ad un “nodo narrativo” successivo ma correlato ad esso per
    • rapporti di argomentazione (deduzione, inferenza, informazioni pregresse…);
    • rapporti prosodici (evento successivo nel tempo, flashback, spiegazione…);
    • rapporti semantici;
    • rapporti lessicali;
    • rapporti fonetici.
  • generazione in tempo reale, gestita dalla macchina, di un nuovo “nodo narrativo” (arte generativa);
  • trasformazione della leggibilità del “nodo narrativo” o del suo componente con cui si interagisce (appare se invisibile, sparisce se visibile, modifica la propria dimensione o colore…);
  • scambio del “nodo narrativo” o del suo componente con cui si interagisce con un altro.

Per riassumere: 5 azioni di input e 5 reazioni per guidare l’output. Ma oltre a utente e macchina esiste un ultimo grande attore coinvolto nell’ipertestualità: l’autore. La narrazione ipertestuale, intesa come il “piano” che l’autore intende realizzare con la propria opera, può seguire questi schemi:

  • Diverse linee narrative sono presentate contemporaneamente e gli eventi (di cui sopra) ne prediligono una invece di altre, ma in qualsiasi momento possono emergere le alternative;
  • Diverse linee narrative sono presentate con una limitata scelta, dove gli eventi (di cui sopra) conducono ad una parte del grafo invece di altre;
  • E’ presente una sola linea narrativa sequenziale, come nella letteratura tradizionale, e quindi il lettore non sceglie nulla dei contenuti: ma il testo é arricchito di segni non linguistici (si veda come esempio http://www.nevermindthebullets.com/strip.html);
  • E’ presente una sola linea narrativa sequenziale, come nella letteratura tradizionale, e quindi il lettore non sceglie nulla dei contenuti: ma il testo viene ricombinato nei suoi elementi;
  • E’ presente una sola linea narrativa sequenziale, come nella letteratura tradizionale, e quindi il lettore non sceglie nulla dei contenuti: ma aspettandosi un testo non sequenziale il lettore subisce con maggiore forza la costrizione imposta;
  • Non esiste alcuna linea narrativa e il lettore costruisce tutto da solo utilizzando gli elementi (linguistici e non linguistici) a propria disposizione;
  • Non esiste alcuna linea narrativa e la macchina costruisce tutto da sola utilizzando gli elementi (linguistici e non linguistici) a propria disposizione.

Con questo abbiamo finito. Abbiamo descritto l’ipertesto come una macchina che accetta 5 tipi di input, segue 7 diversi paradigmi e genera 5 possibili output.
Vediamo ora quali ipertesti é possibile costruire con questo schema. Qui di seguito riassumo un po’ di esempi presi dalla BLI. Gli ipertesti che abbiamo avuto modo di realizzare sono stati:

Scorrimento nello spazio (orizzontale + verticale):
Interlude Italien Interlude Italien (il lettore può spostarsi per un piano su cui si trovano molte pagine di un testo, con copertina, indice e tutto ciò che serve: come se un libro fosse stato spaginato e sparpagliato su di un piano che non si può vedere con un unico colpo d’occhio. Questo vagare per lo spazio realizza una contemporaneità di più linee narrative parallele.)
Trascorrere del tempo (che fa accadere avvenimenti, come in un filmato):
I concetti e le distinzioni di Hapax Legomenon MC I concetti e le distinzioni di Hapax Legomenon MC (il lettore non può far altro che modificare la velocità di scorrimento di un testo, scritto tutto su di un’unica linea. In questo modo si compone una linea narrativa esclusiva.)
Puntamento su di un elemento (con sua trasformazione che va a modificare lo spazio):
Emerge memoria dal rumore di fondo Emerge memoria dal rumore di fondo (il lettore usa il mouse per far emergere frasi nascoste tra i caratteri che compongono un’enorme opera di ASCII-art. Le frasi sono tante sfaccettature di diverse linee narrative parallele, ma emergendo scompaginano l’opera: al momento di esprimere linguisticamente il ricordo, la memoria visiva si dissolve)
Puntamento su di un elemento (con scambio di questo con un altro):
Modulare Modulare (Esiste una sola linea narrativa esclusiva: ma il lettore può utilizzare il mouse per scambiare di posto due elementi di una frase, ottenendo così una ricombinazione lessicale e, in ultima istanza, un nuovo testo, che può congelare nella sua forma e salvarsi nella clipboard.)
Click su di un elemento (con proseguimento casuale del racconto):
Ipertesto a base 4 Ipertesto a base 4 (Le linee narrative sono gestite dal caso: 4 diverse pagine, presentate di volta in volta secondo un’estrazione casuale, portano a differenti interpretazioni dell’opera nel suo insieme.)
Click su di un elemento (con proseguimento correlato del racconto):
Error 404 Error 404 (linea narrativa esclusiva con introduzione di disturbo casuale nel racconto)
Click su di un elemento (con proseguimento fisso del racconto ma trasformazione del contesto, dello spazio):
In linea: passo dispari
In linea: passo pari
In linea (linea narrativa esclusiva con arricchimento di segni non linguistici).Il testo dell’opera è:
“nella replica binaria dei passi | mentre il processo della mia coscienza | in un progetto inesauribile di comprensione | ma concluso | allinea le tappe discontinue | della nominazione distinta di dati | disgiunti nella dichiarazione puntuale | delle proprie singolarità ulteriori | procedo oltre le ombre | e le luci di un portico | secondo la successione delle arcate.”
Trascinamento di un elemento nell’area del raccontato:
Esercizio di stile Esercizio di stile (costruzione della linea narrativa da parte del lettore)
Risposta ad una domanda / ad uno stimolo:
Adventure Adventure (linee narrative gestite dal lettore mediante un dialogo con la macchina).

Nel prossimo post sugli ipertesti cerchiamo di vedere se sarebbe possibile raggruppare tutte queste esperienze in un unico strumento che permetta la scrittura di ipertesti simili a questi (e possibilmente migliori). Ovvero, cercheremo di scrivere insieme i requisiti (User Requirements, per chi parla strano) che descrivano uno strumento di authoring multimediale e ipertestuale in grado di garantire la creazione di tutto ciò che abbiamo visto qui sinora.