Sciopero di mangiare

Posted on 13 giugno 2011

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Ci sono dei momenti in cui la lingua (quella italiana, ma in generale anche tutte le altre) dimostra un’irritante mancanza di rispetto per la logica.
Certo, non c’è scritto da nessuna parte che una lingua debba essere strutturata secondo rigidi modelli matematici: ma c’è sempre qualcuno che si arrabbia se dite “scrivere in bella calligrafia”, ché la parola calligrafia già contiene (conteneva) in sé il significato di “bella”. E si discute anche di altri casi in cui gli strati “archeologici” che compongono la lingua attuale giungono a comporre tautologie, contraddizioni o altri paradossi logici.

Il buon Alessandro Bonino rincara la dose, e spiega un punto di vista molto interessante.
Lo chiama “sciopero di mangiare“:

Ogni tanto sento dire che qualcuno sta facendo lo sciopero della fame, ma tutte le volte che uno dice che fa lo sciopero della fame, magari per una protesta, magari in alcuni casi anche sacrosanta, su di me non sortisce l’effetto desiderato, che presumo essere di empatia, di simpatia, di appoggio, o qualcosa del genere. Perché io non posso fare a meno di pensare che è un po’ paradossale, dire di star facendo lo sciopero della fame, perché quando fai sciopero di qualcosa, quel qualcosa lo riduci a zero, e invece, nello sciopero della fame, di fame ne hai tantissima. Non l’ho mai fatto, ma secondo me dev’esser così. Secondo me, quando uno fa lo sciopero della fame, dovrebbe mangiare un casino.

La stessa cosa la faceva anche il comico George Carlin. A voi una traduzione (perfettibile) di alcuni suoi interventi che hanno a che fare con le parole.

Alcune persone non vogliono che voi menzioniate determinate cose. Alcune persone non vogliono che voi diciate questo, altre persone non vogliono che voi diciate quest’altro. Alcune persone pensano che se voi nominate determinate cose, queste potrebbero accadere. Alcune persone sono davvero fottutamente stupide. Avete mai notato quanti stupidi incontrate? Cazzo, se ce ne sono, di stupidi bastardi, là fuori. Prendete un blocco e una penna con voi: a fine giornata avrete collezionato almeno una ventina di nomi. Pensateci; pensate a quanto possa essere stupida la pesona in media, e poi realizzate che la metà di loro è più stupida di così.

[…] Gente compiaciuta, avida e ben nutrita ha inventato un linguaggio per mascherare i suoi peccati. E’ semplicissimo. La CIA non uccide più nessuno: “neutralizza” le persone. O “spopola un’area”. Il governo non mente, si occupa di “disinformazione”. Il pentagono misura le radiazioni nucleari in ciò che loro chiamano “unità solari”. Gli assassini israeliani sono chiamati commandos. I commandos arabi sono chiamati terroristi. Gli assassini ***contra*** sono chiamati combattenti della libertà. Beh, ma se i combattenti del crimine combattono il crimine, e i combattenti del fuoco [in italiano: pompieri] combattono il fuoco, che cosa combattono i combattenti della libertà?

(Doin’ It Again / Parental Advisory: Explicit Lyrics (1990))

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