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Posted on 20 giugno 2011

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Sulla rivista mensile “Alfabeta2” di giugno 2011 è uscito un dossier dal titolo “Parlare di oggi” a cura dei semiologi Gianfranco Marrone e Paolo Fabbri.
L’argomento è il metodo con cui è possibile intervenire in materia di cultura: ovvero, il linguaggio della critica.

Per parlarne, Gianfranco Marrone introduce il dossier partendo dalla critica del linguaggio e da quegli studi che, ai primi del Novecento, hanno cominciato a dimostrare che le lingue non sono un’opera ingegneristica, “un pacchetto di mattoncini assemblati fra loro grazie a un qualche sistema di regole combinatorie“.  Seguendo la strada tracciata da Saussure, Hjelmslev, Jakobson, Bonveniste e Greimas, tuttavia, si sarebbe dovuti (potuti) passare dalla visione à la Lego (“Le parole sono un’entità linguistica prima”) alla visione sans Lego: 

per parlare non c’è bisogno di alcun mattoncino, di nessuna entità data, ma soltanto di sistemi differenziali, di strutture relazionali, di processi connettivi.

Le lingue sono forme e strutture, non sostanze; i parlanti non comunicano adoperando concetti, perché i concetti sono prodotti dalle dipendenze interne delle lingue.

E invece questa strada strutturalista sarebbe stata completamente abbandonata per tornare a dare ruolo e importanza a parlanti e parole: gli studi successivi, difatti, si sarebbero concentrati sulla ricerca delle basi materiali e fisiche della cultura umana (Chomsky e la sua grammatica universale valgono come esempio: spostare la conoscenza della lingua da fenomeno culturale a eredità genetica).

Potete leggere l’articolo di Marrone qui.

Questa sera, alle 17:30, si terrà il dibattito “Parlare oggi” alla libreria “Rinascita” (viale Agosta 36, Prenestino – 00171 Roma). Intervengono Paolo Fabbri, Isabella Pezzini e Giovanni Curtis.
Maggiori informazioni si veda alla pagina http://www.alfabeta2.it/2011/06/17/dibattito-sul-linguaggio/