La chiusura dell’Accademia della Crusca

Posted on 12 settembre 2011

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Una delle passate proposte di manovra economica del governo italiano [Nota: questo articolo è del settembre 2011, quindi si intende il Governo Berlusconi] prevedeva tra le altre cose la soppressione delle organizzazioni finanziate dallo Stato con meno di 70 impiegati. L’Accademia della Crusca ne ha 6, e sarebbe quindi dovuta scomparire.
Ora il pericolo più grosso è scampato, ma i tagli alla ricerca potrebbero ancora colpire quest’istituzione.

Cito l’articolo di luisacarrada pubblicato alla pagina http://mestierediscrivere.splinder.com/post/25524359/la-crusca-siamo-noi:

La Crusca siamo noi. Con questo titolo domenica 28 agosto il Sole 24 Ore ha lanciato l’allarme per salvare l’Accademia della Crusca dai tagli della manovra economica. La sparizione è scongiurata ma l’emergenza continua, perché la Crusca, il più importante centro di ricerca scientifica dedicato allo studio e alla diffusione dell’italiano, vive ormai da tempo ai limiti della sopravvivenza. Ha solo 6 dipendenti e riceve 190.000 euro l’anno dallo Stato. Eppure riesce a fare tantissime cose. Quante ce lo racconta Annamaria Testa nell’ultima home page di Nuovo e utile. Per questo è importante sostenerla, anche economicamente. Andate sul sito del Sole 24 Ore e su quello dell’Accademia della Crusca per scoprire come. Per fortuna la solidarietà è tanta, come racconta la presidente Nicoletta Maraschio, ma è bene non abbassare la guardia. Stanno per riaprire le scuole e il dibattito su formazione e ricerca, così come sul declino del nostro paese, si riaccende anche sulle pagine dei giornali. Tra i tanti perché è importante dare nuove certezze e risorse all’Accademia della Crusca, quello di Claudio Giunta li riassume forse tutti: Se non proteggeremo le istituzioni in cui si studia e si fa ricerca al più alto livello avremo insegnanti sempre meno capaci, un’opinione pubblica sempre più cieca e irrazionale, un divario culturale e scientifico sempre più marcato nel confronto con gli altri paesi. Il problema più grave è che il lavoro di queste istituzioni non si vede: sia perché richiede anni, e non minuti, sia perché non è agevolmente traducibile in immagini. Ma quella che si vede, a lungo andare, è l’assenza di questo sotterraneo, invisibile lavoro di civilizzazione. Leggete, sostenete e rilanciate.

Condivido: leggete, sostenete e rilanciate.

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