Buone bakansu a tutti

Posted on 20 dicembre 2011

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La lingua giapponese ha assimilato e fatto propria un’enorme quantità di termini di origine straniera; parole inglesi, francesi ma anche tedesche o portoghesi sono diventate di uso comune in giapponese.
Prima, però, queste parole di origine straniera hanno subito una trasformazione nella pronuncia, cosa che le rende un po’ più difficili da individuare (ma anche molto più divertenti, una volta individuate).

Ne trovate un buon elenco alla pagina http://en.wiktionary.org/wiki/Transwiki:List_of_gairaigo_and_wasei-eigo_terms. Per leggere le traslitterazioni in caratteri latini è sufficiente ricordarsi che “k” sta per la “c” dura, “ch” per la “c” palatalizzata, “g” per la “g” dura e “j” per la “g” palatalizzata. Quando la parola originale presentava due consonanti affiancate, infine,in giapponese si introduce una “u” eufonica.

Qui vi propongo qualche bell’esempio:

abekku viene dal francese “avec” (‘con’) e significa coppietta romantica;
aidoru viene dall’inglese “idol” (‘idolo’) e significa pop star;
aisu kurimu viene dall’inglese “ice cream” (‘gelato‘);
anime viene dall’inglese “animation” (‘animazione’) e significa cartone animato;
anketo viene dal francese “enquête” (‘inchiesta’) e significa questionario;
arubaito viene dal tedesco “Arbeit” (‘lavoro’) e significa lavoro a part-time;
bagen viene dall’inglese “bargain” (‘affare, occasione’) e significa saldi;
baiku viene dall’inglese “bike” (‘bicicletta’) e significa motociclo (giuro);
bakansu viene dal francese “vacances” (‘vacanze’) ed è il mio augurio di questo post;
bukkukaba viene dall’inglese “book cover” (‘copertina di un libro’) e significa sovraccoperta;
bakkumira viene dall’inglese “back mirror” (‘specchio’ e ‘indietro’) e significa specchietto retrovisore;
bariafuri viene dall’inglese “barrier free” (‘privo di barriere’) e si riferisce a strutture accessibili per portatori di handicap;
bebika viene dall’inglese “baby car” (‘auto per baminini’) e significa passeggino, carrozzina;
beddotaun viene dall’inglese “bed town” (‘città di letti’) e significa città dormitorio;
biiru (con la vocale “i” lunga) viene dall’olandese “bier” (‘birra‘);
bonbe viene dal tedesco “Bombe” (‘bombola‘);
chiketto viene dall’inglese “ticket” (‘biglietto‘);
dasutobokkusu viene dall’inglese “dust box” (‘scatola della polvere’) e significa cestino o bidone della spazzatura;
depato viene da “department store” (‘grandi magazzini‘);
deribariherusu viene dall’inglese “delivery health” (‘servizio sanitario’) e sta per un servizio di escort;
donmai viene dall’inglese “don’t mind” (‘non di preoccupare’) e viene usato per indicare che va tutto bene nonostante l’esistenza di un problema;
eakon viene dall’inglese “air conditioning” (‘aria condizionata‘);
erebeta viene dall’inglese “elevator” (‘ascensore‘);
esukareta viene dall’inglese “escalator” (‘scala mobile‘);
esute viene dal francese “esthétique” (‘salone di bellezza‘)
faito viene dall’inglese “fight” (‘combatti’ o ‘combatto’) e viene usato per esprimere significati come “fai del tuo meglio” o “farò del mio meglio“;
fechi viene dall’inglese “fetish” (‘feticcio’) e indica sia un feticismo sessuale che una forte preferenza per qualcosa;
furaidopoteto viene dall’inglese “fried potato” (‘patate fritte’) e sta per le patatine fritte;
gadoman viene dall’inglese “guard man” (‘uomo di guardia’) e significa guardia giurata, responsabile della sicurezza;
gasorinsutando viene dall’inglese “gasoline stand” (‘chiosco di benzina’) e significa distributore di benzina;
gibu appu viene dall’inglese “to give up” (‘rinunciare‘);
gipusu viene dal tedesco “Gips” (‘gesso’) e significa stampo;
haikara viene dall’inglese “high collar” (‘collare alto’), e significava, negli anni ’20, schiavo della moda occidentale;
hakka viene dall’inglese “hacker” e indica per lo più solamente i black hat;
hanbagu viene dall’inglese “hamburger steak” (‘hamburger‘);
hisuteri viene dal tedesco “Hysterie” (‘isteria’) e significa perdita di autocontrollo;
horumon viene dal tedesco “Hormon” (‘ormone‘);
iesu viene dal portoghese “Jesus” (‘Gesù‘);
imeji viene dall’inglese “image” (‘immagine‘), anche in senso lato;
inki viene dall’inglese “in key” (‘chiavi dentro’) e sta per quell’antipatico momento in cui si chiudono le proprie chiavi dell’auto dentro l’auto stessa;
jingisukan viene dal mongolo “Genghis Khan” (proprio lui) e sta per un barbecue con agnello e verdure;
jipan viene dall’inglese “jea(ns)” e “pan(ts)” (‘jeans’ e ‘pantaloni’) ed è ciò che noi chiamiamo semplicemente jeans;
karaoke fonde insieme la parola giapponese “kara” (‘vuoto’, come in “karate”, letterariamente ‘mano vuota, disarmata’) e “orche(stra)” (‘orchestra’)… e naturalmente significa karaoke;
kihoruda viene dall’inglese “key holder” (‘portatore di chiavi’) e significa portachiavi;
kitchinpepa viene dall’inglese “kitchen paper” (‘carta da cucina’) e sta per i tovaglioli di carta;
kohi viene dall’olandese “koffie” (‘caffé‘);
komikaraizu viene dall’inglese “comic” (‘fumetto’) + “-alize” (suffisso per ‘rendere, trasformare’) e significa creare una riduzione a fumetti di una qualche opera letteraria, cinematografica o altro.

Il resto ve lo leggete durante queste bakansu. Mi raccomando in particolare le parole “onani”, “patoka”, “rentogen” e “vaikingu”: fanno tutte ridere, chi per un motivo, chi per un altro…

Grazie a Nicus per la segnalazione della pagina wiki, grazie a Silvio per le correzioni, e buone vacanze a tutti (anzi: meriikurisumasu, che a questo punto dovreste sapere che cosa significhi… :) ).

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