Un appello che non possiamo ignorare

Posted on 21 marzo 2012

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Non possiamo ignorare una tale richiesta d’aiuto. Lorenzo de Rita ospita sulle pagine del suo blog un appello accorato:

Gentile Sig. De Rita,

Le scrivo a nome della categoria che rappresento per chiederle di dare un po’ di spazio e voce alla nostra causa civile che ultimamente sembra essere stata dimenticata, con conseguenze che riteniamo devastanti per la società.

Ovviamente si tratta di uno scherzo: il questuante, difatti, si presenta subito come “Punto Interrogativo” (nientemeno):

Prima di entrare nel merito della questione, lasci che mi presenti: sono un Punto Interrogativo (nonché membro della Commissione Internazionale per la Salvaguardia della Curiosità).

La mia famiglia ha radici antiche. Discendiamo dalla stirpe dei punti e virgola all’epoca del greco antico, anche se i primi punti interrogativi sono nati nel Medioevo, quando alcuni monaci copisti iniziarono a utilizzare la sigla qo (dal latino “quaestio”) al termine di una frase per indicare la sua natura interrogativa; sigla che nel corso degli anni è stata piano piano modificata fino a essere stilizzata in quell’elegante ricciolo ad avvolgimento antiorario sovrastante verticalmente un punto, che ancora oggi ci contraddistingue.

Il resto dell’articolo spiega il motivo di questo appello: le abitudini linguistiche degli italiani starebbero prendendo una piega assertiva, dimenticando via via i vantaggi della curiosità e del dubbio:

Il punto è che noi punti interrogativi, stiamo vivendo tempi difficili. Gradualmente e inesorabilmente, stiamo scomparendo: dai libri, dalle filosofie degli uomini, dai discorsi politici, dalle discussioni tra amici o anche tra quelle tra amanti, dai ragionamenti personali. E, cosa gravissima, anche dal posto dove siamo più utili: dalle scuole.

Il mondo è invaso da una miriade di opinioni, certezze, risposte rapide e concise, affetto da una specie di sindrome ipertimestica.

Sembra che nessuno sia più interessato a conoscere quello che non sa, ma solo a ripetere quello che sa già.

Il resto lo potete leggere alla pagina di cui sopra; ne aprofitto brevemente per ricordare dove abbiamo già avuto modo di incontrare l’interrobang citato nell’articolo.

Buona lettura.

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