Etimologie interessanti (vuoi vedere la mia collezione di etimi?)

Posted on 14 novembre 2011

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Queste che seguono sono le etimologie che più mi incuriosiscono della lingua italiana.
Ci trovate origini linguistiche incerte e discusse, voci che derivano da lingue insospettabili, locuzioni latine, mutamenti semantici sorprendenti, titoli di libri o di film…
Una piccola raccolta personale, praticamente. O un bel concentrato di storia (sincopata) della lingua italiana, se volete.

Sia le definizioni che le etimologie derivano da “Il Devoto-Oli Vocabolario della lingua italiana 2008“, a cura di Luca Serianni e Maurizio Trifone; Edmund Le Monnier, 2007; Milano.
Buona lettura.

abbuffarsi – Riempirsi avidamente e scompostamente di cibo, rimpinzarsi, strafogarsi.
Voce meridionale, forse derivazione di buffa ‘gonfiare le guance’, col pref. a(d)-. Dal 1886

aio – La persona che nelle famiglie signorili attendeva all’educazione dei giovani.
Dallo spagnolo ayo, forse da un latino volg. *avium ‘nonno’. Dal 1538

alano – Cane di grossa taglia, con pelo raso uniforme oppure tigrato o arlecchinato, più grande ed elegante del mastino.
Dal latino medievale alanus, documentato in Spagna, e questo forse dal nome del popolo degli Alani. Dal 1334 ca.

alburno – Legno tenero generato dal cambio degli alberi e degli arbusti durante il periodo annuale di ripresa delle attività vitali.
Dal latino alburnum, forse derivazione di albus ‘bianco’. Dal 1663

almagesto – Libro che contiene la ‘Raccolta matematica (di astronomia)’ di Tolomeo, tradotta dagli arabi nella loro lingua.
Dall’arabo al-Magisṭī, adatt. del gr. Μαϑηματικὴ (σύνταξις) ‘(compendio) massimo’, titolo dato in un secondo tempo all’opera di Tolomeo Raccolta matematica. Attestata da prima del 1367

amarcord – Voce dialettale romagnola (‘mi ricordo’), che si ritrova anche con impieghi non verbali e significa profondità o ironia o nostalgia di ricordi.
Dal titolo dell’omonimo film (1973) di Federico Fellini. Dal 1973

amarena – Sorta di ciliegia leggermente amarognola.
Dal latino medievale amarenus, forse da una voce prelatina connessa con marasca. Dalla fine del secolo XIII

anaconda – Nome dei Serpenti Boidi del genere Eunecte, part. dell’Eunectes murinus, vivente nelle foreste ricche d’acqua dell’America meridionale.
Dall’inglese anaconda, adattamento del singalese henakandaya, nome di un grosso serpente trasferito al boa americano. Dal 1827

annunciato – Nel linguaggio giornalistico, di fatto, specialmente tragico, che era previsto o facilmente prevedibile.
Participio passato di annunciare, con questa particolare sfumatura di significato per influenza del titolo del romanzo “Cronaca di una morte annunciata” (1981), dello scrittore colombiano G. García Márquez. Dal 1981

appalto – Contratto col quale una parte assume, con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio dietro un corrispettivo in denaro.
Dal francese antico apaut, dalla locuzione latina ad pactum ‘a contratto’, attraverso il veneziano apalto. Dal 1532

arcipelago – Aggruppamento di isole abbastanza vicine tra loro e spesso con caratteristiche morfologiche affini.
Dal greco bizantino arkhipélagos ‘mare principale’, forse perché ricco di isole. Dal 1817

ariballo – Piccolo vaso greco antico per profumi ed oli, di forma ovale e con collo stretto ed una sola ansa.
Dal gr. ἀρύβαλλος, derivazione forse di ἀρύω ‘attingere’. Dal 1929

ascaride – Nome di vari Nematodi degli Ascarididi, part. dell’Ascaris lumbricoides, il comune verme parassita intestinale.
Dal latino ascăris -ĭdis, dal gr. askarís -ídos, connesso con askaríz, forse ‘salto’. Dal sec. XIV

au-dessus de la mêlée – “Al di sopra della mischia”: a proposito di un’assoluta serenità e imparzialità nel dare un giudizio su una controversia.
Dal titolo di un libro di R. Rolland (1916), in cui egli raccolse i suoi articoli sulla guerra vista nella sua cruda realtà al di là di ogni sentimento nazionalistico. Dal 1916

Avesta – Il libro sacro dello zoroastrismo, diviso in cinque parti, scritto, secondo una tradizione leggendaria, da un discepolo di Zarathustra in una lingua convenzionalmente chiamata avestico.
Cfr. il persiano medievale apastāk, forse ‘testo fondamentale’. Dal sec. XIX

baccara – Altro nome della pianta più comunemente detta asaro.
Dal latino bacc(h)ăris, dal gr. bákkaris, forse ‘nardo selvatico’. Dal sec. XVI

balzello – Tributo esoso e arbitrario.
Derivazione diminutiva di balzo, forse nel senso di ‘tassa che colpisce saltuariamente’. Dal sec. XV

banda – Nastro metallico di lamiera sottile.
Etimo incerto; forse dal latino medievale banda ‘lamiera di ferro’. Dal sec. XVI

barabuffa – Scompiglio (provocato da un alterco).
Derivazione di baruffa, forse incrociata con baraonda. Dal sec. XVII

barbanera – Lunario popolare.
Dal titolo di un almanacco che si pubblica a Foligno sin dal 1743, e che riproduce in copertina un astrologo dalla fluente barba nera. Dal 1880-85

barca – Galleggiante di dimensioni limitate, ma di forma atta alla navigazione, capace di trasportare persone o cose.
Latino tardo barca. Da prima del 1313.
Nota: sul Vocabolario Treccani si legge “latino tardo barca, derivazione del latino classico baris, greco βᾶρις da una voce egizia (cfr. copto barī).”

bardito – Relativo all’arte degli antichi poeti-cantori celti (bardi).
Dal titolo dell’ode “The bard” di Th. Gray (1716-71). Dal 1806

barocco – Termine con cui si indica il gusto dominante nel periodo storico-culturale successivo alla Controriforma nei paesi cattolici, caratterizzato da un’arte carica di decorazioni, tendente a colpire l’immaginazione con effetti prospettici e soluzioni formali ardite e virtuosistiche, programmaticamente lontana dai canoni rinascimentali dell’armonia e delle proporzioni.
Etimo discusso; forse dal portoghese barroco ‘(perla) irregolare e scabra’, incrociato con baroco, termine creato artificialmente dagli scolastici per ricordare una forma di sillogismo. Dal sec. XVIII

basterna – Lettiga coperta e trainata da buoi, in uso nel basso impero romano e alla corte merovingia.
Dal latino tardo basterna, connesso forse con bastum ‘bastone’. Dalla prima metà sec. XIV

batracomiomachia – Contesa vana e ridicola per futili motivi: per antonomasia dal titolo di un poemetto pseudomerico che significa ‘battaglia delle rane e dei topi’.
Dal greco βατραχομυομαχία, composto di βάτραχος ‘rana’, μῦς μυός ‘topo’ e μαχία ‘battaglia’; propriamente “la battaglia delle rane e dei topi”. Dal 1755

becco – Il maschio della capra.
Latino *beccum, forse da ibex ‘capra selvatica’. Dall’inizio del sec. XIV

becco – Rivestimento corneo di forma caratteristica (allungato e appuntito oppure arrotondato all’estremità), che negli uccelli (ma anche nelle testuggini e nell’ornitorinco) inguaina gli archi mascellare e mandibolare.
Latino beccum, parola gallica forse imparentata con bucca ‘bocca’, che sostituì nelle regioni occidentali rostrum. Dalla prima metà del XIV secolo

beghina – Donna che ostenta devozione e assiduità nelle pratiche religiose.
Dal francese béguine, forse dall’olandese beggen ‘mendicare pregando’. Dal sec. XIV

bella – Donna bella, avvenente.
Femminile di bello; nel significato eufemistico, dal titolo di un film di R. Clair Le belle di notte (1952), a cui L. Buñuel contrappose nel 1967 il film Bella di giorno. Da prima del 1300

bellide – Altro nome della margheritina.
Dal latino scientifico bellis -ĭdis, forse derivazione di bellus ‘bello’. Dal sec. XVIII

belpaese – Nome commerciale ® di un formaggio a pasta tenera color avorio, compatta e leggermente traslucida.
Dal titolo di un’opera di divulgazione sulle bellezze dell’Italia, scritta dall’abate A. Stoppani (1824-1891), la cui effigie compare sulla confezione del formaggio.

berta – Piccolo scialle o pettorina di merletto.
Da Berta, madre di Carlomagno, forse per la sua proverbiale modestia. Dal 1913

bis – Prefisso (davanti a vocale e a consonante) col sign. di ‘due, due volte, doppio’ e simili (vedi anche bi-, comunemente adoperato in parole di nuova formazione).
Dal latino bis ‘due volte’; il valore peggiorativo è dovuto forse ad un incrocio con mis-.

blob – Serie di spezzoni di programmi televisivi montati in modo da creare un effetto ironico o satirico.
Dal titolo di un film horror americano del 1958 (The blob), ripreso poi da una fortunata trasmissione televisiva italiana. Dal sec. XX

bort – Minerale: varietà microcristallina di diamante, di colore nero con struttura raggiata, usata nell’industria come abrasivo.
Dal francese e inglese bort, risalenti forse al francese antico bort ‘bastardo’. Da prima del 1930

brancaleonesco – Misto di eroico e di ridicolo.
Dal titolo del film “L’armata Brancaleone” di Mario Monicelli (1966). Dal prima del 1983

bravo – Che dimostra grande perizia e sicurezza nello svolgimento di un compito, in un’arte o nella professione (un b. medico; un b. pittore; un b. insegnante; un b. tecnico) o riesce bene nello studio o in altre attività per naturale inclinazione e assidua applicazione (è sempre stato b. in latino; è il più b. della classe; è una donna molto b. nel cucinare).
Etimo incerto, forse lo stesso di brado. Dal sec. XIV

briccone – Persona disonesta, priva di scrupoli, che abitualmente inganna o truffa il prossimo a proprio tornaconto.
Da un soprannome longobardo Bricco -onis (sec. X), connesso con bricca; propr. “individuo rozzo, montanaro, forse in agguato”. Dal sec. XIII

bronzo – Denominazione generica delle leghe metalliche costituite da rame (oltre 70%) e stagno, cui spesso sono aggiunti altri elementi in piccole quantità per conferire alla lega particolari caratteristiche.
Da un latino medievale brundum, forse adattamento del persiano birinj ‘rame’. Dal sec. XIII

burosauro – Il burocrate polemicamente immaginato come un mostro preistorico.
Comp. di buro(crate) e (dino)sauro; dal titolo della commedia I burosauri di S. Ambrogi (1929-1996). Dal 1962

burrone – Scoscendimento dirupato e profondo del terreno, a pareti molto ripide, in fondo al quale di solito scorre un torrente.
Derivazione accrescitiva di borro, forma sett. del greco bizantino, forse ravennate, bóthros ‘voragine’. Dal sec. XIV

busillis – Punto difficile, difficoltà, ostacolo.
Da un’errata e incomprensibile divisione in die busillis della locuzione latina in diebus illis ‘in quei giorni’. Dal sec. XVII

caciocavallo – Formaggio a pasta dura, tipico dell’Italia meridionale, fabbricato con latte di vacca o di bufala, semiscremato, in caratteristiche forme a pera.
Voce meridionale, composta di cacio e cavallo, forse per la forma. Dalla prima metà del XIV secolo.

Calandra – Genere di Coleotteri Curculionidi rappresentato in Italia da due specie: la Calandra granaria, nota com. col nome di punteruolo del grano, e la Calandra oryzae, nota col nome di punteruolo del riso.
Dal latino scientifico Calandra, forse dal francese calandre. Dal 1829

calce – Legante per le malte edilizie, usato sin dall’antichità, formato da ossido di calcio ottenuto per calcinazione di calcare e chiamato più propriamente c. viva.
Latino calcem, forse dal gr. kháliks ‘ciottolo’.

calcocite – Minerale: solfuro di rame, rombico, di colore grigio-nero con iridescenze.
Derivazione di calco-, con un suffisso -cite tratto forse da calcite. Dal 1950

caligarismo – Tendenza allo stile espressionistico nella regia di un film.
Dal titolo del film del regista tedesco R.WieneIl gabinetto del dottor Caligari” (1919). Dal secolo XX

calinda – Danza afroamericana della fine del secolo XIX che imitava il combattimento dei guerrieri africani ed era accompagnata da sole percussioni.
Voce spagnola, forse adattamento di ¡que linda! ‘che bella!’. Dalla seconda metà del XX secolo

caliorna – In marina, grosso paranco a sei capi per sollevare grossi pesi o per tesare cavi d’ormeggio.
Dal francese caliorne, dal provenzale moderno caliourno, forse derivazione del greco κάλως ‘gomena’. Dal 1865

calligramma – Poesia realizzata anche mediante una studiata disposizione tipografica di versi.
Dal francese Calligrammes (comp. di kállos ‘bellezza’ e del tema di γράϕω ‘scrivo’), titolo di una famosa raccolta di poesie di G. Apollinaire (1918), così concepite. Dal 1936

cammeo – Pietra o gemma lavorata a tutto tondo o, più spesso, a rilievo.
Dal francese antico camaheu, legato forse a qualche nome locale. Dal sec. XVI

candid camera – Ripresa televisiva o cinematografica in cui la macchina è nascosta, realizzata all’insaputa delle persone che sono oggetto della ripresa.
Composto di candid ‘spontaneo’ e camera ‘camera’; dal titolo di una rubrica televisiva americana, imitata in tutto il mondo, che presentava filmati di questo tipo realizzati in luoghi pubblici. Dal 1966

caparra – Somma versata a titolo di garanzia di un contratto contro eventuali inadempienze (c. confirmatoria) o quale pena stabilita in caso di recesso (c. penitenziale).
Composto di capo e arra. Dal sec. XIV

cappone – Giovane galletto castrato perché ingrassi meglio e alla svelta: tradizionale pietanza natalizia.
Latino volg. *cappo -onis, class. capo -onis, connesso forse con il gr. κόπτω ‘taglio’.

cardinale – Ciascuno degli alti prelati nominati dal papa (e concorrenti alla sua successione), che formano il Sacro Collegio, senato della Chiesa.
Dal latino ecclesiastico cardinalis, derivazione di cardo -ĭnis ‘cardine’; il sostantivo sottintende episcŏpus, oppure presbyter, oppure diacŏnus, dalle chiese cui i cardinali sono legati per il loro titolo. Dal sec. XIII

carlino – Cane da compagnia, tozzo e robusto, con pelo corto e lucente, orecchie piccole, muso grinzoso con occhi prominenti e una caratteristica mascherina nera.
Dal francese carlin, derivazione forse dal nome dell’attore Carlo Bertinazzi (1713-1783) detto Carlino, che divenne famoso a Parigi nella parte di Arlecchino. Dal 1955

carrambata – Incontro inatteso con una o più persone con le quali si erano persi i contatti.
Dal titolo del programma televisivo Carràmba! che sorpresa, trasmesso dal 1995 al 2002, durante il quale venivano creati ad arte incontri tra persone che non si vedevano da tempo. Dal 2003

carruga – Nome comune di vari Insetti Coleotteri.
Dal lombardo carüga, forse incrocio del latino caries ‘carie’ e eruca ‘bruco’. Dal 1892

casalinghitudine – Attitudine a pensarsi scandendo la propria vita secondo i ritmi e le cure casalinghe.
Derivazione di casalingo, per influsso del titolo dell’omonimo romanzo di Clara Sereni (1987). Dal 1987

cascara sagrada – Arbusto delle Ramnacee (Rhamnus purshiana), tipico dell’America settentrionale con fiori bianchi in ombrelle e frutti a drupa nerastra.
Voce spagnola; propriamente “corteccia santa”, forse per le sue proprietà terapeutiche. Dal 1892

cascherino – Il garzone del fornaio che porta con la cesta il pane a domicilio.
Etimo incerto; forse affine a casco. Dal 1904

catalpa – Albero delle Bignoniacee (Catalpa bignonioides) dell’America sett., ampiamente coltivato come pianta ornamentale da ombra, per le sue ampie foglie cordate.
Dallo spagnolo catalpa, forse deformazione di Catawba, nome di una tribù indigena nordamericana di lingua sioux. Dal 1830

catilinaria – Violenta e acerba invettiva.
Dal titolo delle orazioni di Cicerone contro il patrizio romano Catilina (103-62 a.C.). Dal 1865

cesareo – estrazione chirurgica del feto mediante sezione dell’utero per via addominale.
Dalla locuzione latina sectio caesarea ‘taglio cesareo’ dovuta alla etimologia di Caesar, quale nato caeso matris utero ‘dall’utero tagliato della madre’. Dal secolo XVII

ciclamino – Pianta erbacea selvatica delle Primulacee (Cyclamen europaeum), con foglie picciolate, cordate, fiori solitari, dalla corolla a tepali ritorti, variamente colorati, dal rosa al lilla al rosso porpora. Le specie com. coltivate derivano da una specie originaria dell’Asia Minore e della Persia (Cyclamen persicum).
Dal latino cyclaminus, dal gr. kykláminos, forse connesso con κύκλος ‘cerchio’ per il fatto che si volge verso terra. Dal prima del 1498

ciuco – Asino.
Voce onomatopeica connessa forse col verso di richiamo. Dal prima metà sec. XVI

cocorita – Pappagallo in domesticità.
Deformazione dello spagnolo cotorrita, diminutivo di cotorra ‘piccolo pappagallo’; forse variante di cotarrera ‘donna perdigiorno’, da cotarro ‘albergo dei vagabondi’. Dal 1905

cocuzzolo – La sommità della testa o del cappello.
Latino tardo cocutium ‘cuffia, cappuccio’, forse da cucutia ‘zucca’, per la forma. Dal sec. XIV

colombo – Pianta rampicante tropicale delle Menispermacee (Iatrorrhiza palmata o calumba o columba), con foglie palmatifide, fiori in pannocchie e frutti a drupa, coltivata per la sua radice carnosa, da cui si ricava una droga amara usata in farmacia e in liquoreria.
Etimo incerto; forse alterazione di una voce indigena del Mozambico. Da prima del 1865

combriccola – Gruppo di persone equivoche.
Etimo incerto; forse composto di con e del dialettale bricco ‘furfante’ (vedi briccone). Dal sec. XV

come eravamo – Rivisitazione, spesso con una sfumatura di nostalgia, di un passato più o meno recente, spec. collettivo.
Dal titolo di un film americano del 1973 (Nota: il film è di Sidney Pollak).

comito – Il capo della ciurma nella marineria medievale.
Latino cŏmes -mĭtis ‘compagno’, in età tarda titolo di funzionari. Dalla prima metà sec. XIV

commodoro – Ufficiale incaricato del comando di una divisione navale nelle marine anglosassoni.
Dall’inglese commodore, adattamento del francese commandeur ‘comandante’. Dal sec. XVIII

contorniato – Tipo di bronzi a forma di moneta fabbricati in Italia fra il sec. IV e V d.C., forse usati come tessere o pedine da gioco.
Derivazione di contorno. Dal sec. XVIII

contumelia – Grave offesa verbale, ingiuria, villania.
Dal latino contumelia, forse dalla stessa radice di contemnĕre ‘disprezzare’. Dalla prima metà del secolo XIV

coobare – Sottoporre un liquido a coobazione.
Dal latino umanistico cohobare, derivazione di cohob ‘ripetizione (di un’operazione chimica)’, forse dall’arabo quhba ‘colore bruno giallastro’. Dal sec. XVII

coolie – Servitore indigeno dell’Estremo Oriente.
Dal hindi kulī o kūlī, forse dal nome Kulī di una popolazione indigena. Dal 1905

coroner – In diversi paesi anglosassoni, magistrato cui è affidato il compito di condurre inchieste sui casi di morte sospetta.
Derivazione del francese antico corone ‘corona’, adattamento del titolo latino custos placitorum coronae ‘ispettore dei procedimenti penali della Corona’. Dal sec. XVIII

cottabo – Gioco conviviale dei Greci e degli Etruschi, consistente nel trarre presagi, specialmente d’amore, lanciando il contenuto di una coppa contro un bersaglio.
Dal latino cottăbus, dal greco kóttabos, forse affine a κοτύλη ‘coppa’. Dal sec. XVIII

cottio – Vendita del pesce all’incanto, specialmente ai mercati generali romani, la notte dell’antivigilia di Natale.
Voce documentata dal latino medievale coctigium (forse dal latino quotidie ‘quotidianamente’). Dal 1956

crumiro – Chi non è solidale coi propri compagni di lavoro in occasione di uno sciopero, e si reca al lavoro, oppure accetta di lavorare al posto di chi sciopera.
Dal francese kroumir, e questo dall’arabo humair, nome di una tribù dell’Africa settentrionale la cui ribellione dette alla Francia il pretesto per occupare la Tunisia nel 1881, impiegato poi come termine ingiurioso in occasione di scioperi. Dal 1904

débâcle – Disfatta, sconfitta clamorosa.
Dal titolo del romanzo di É. Zola “La débâcle“, sulla disfatta francese di Sédan (1870). Da prima del 1840

déraciné – “Sradicato”: chi, costretto a vivere lontano dal paese natio o dall’ambiente familiare, non riesce ad inserirsi nel nuovo ambiente o paese né a condividerne mentalità, usi e costumi.
Participio passato di déraciner ‘sradicare’; dal titolo del romanzo di M. Barrès Les déracinés (1897). Da prima del 1910

danzare – Eseguire una danza, muoversi seguendo un testo musicale, un ritmo o una melodia.
Dal francese antico dancier, forse dal francone *dintjan ‘oscillare’. Dalla prima metà sec. XIII

day after – “Giorno dopo”, per indicare un complesso di conseguenze o il bilancio di un comportamento.
Dal titolo del film americano “The day after” (1983), che descrive un’esplosione nucleare e le sue immediate conseguenze. Da prima del 1984

demi-monde – La società equivoca, in cui il fasto si alterna alla miseria e alla corruzione.
Dal titolo di una commedia di A. Dumas figlio (1855), che descriveva un ambiente sociale parigino corrotto e depravato; propriamente composto di demi ‘mezzo’ e monde ‘mondo, società mondana’. Dal 1858

diluvio – Grande rete a forma di nassa, e perciò detta anche ritrosa, in cui si poneva come richiamo un passerotto nidiaceo affamato e quindi si collocava nel folto di una vite nascondendola accuratamente coi pampini.
Voce dialettale, forse da *deludium, supposto derivazione di deludĕre ‘ingannare’. Dal seconda metà sec. XVII
Nota: Il Vocabolario Treccani specifica, nella definizione: “È vietata dalla legislazione vigente.”

diplomatica – Lo studio dei documenti di interesse storico o erudito, allo scopo di accertarne l’autenticità o la provenienza.
Dal francese diplomatique (1708), dal titolo del trattato del padre J. Mabillon, “De re diplomatica” ‘Sulla scienza dei pubblici documenti’. Dal sec. XX

droga – Sostanza vegetale aromatica che serve a dar sapore a cibi o bevande (per es. pepe, cannella, vaniglia).
Dal francese drogue, forse dall’olandese droog ‘secco’, riferito alle sostanze essiccate. Dal sec. XVI

embrassons-nous – “Abbracciamoci”: invito alla soluzione pacifica di una contesa.
Dal titolo di un vaudeville di E. Labiche (1815-1888). Dal 1942

erzegovina – Tiro al biliardo che provoca più di un incrocio tra le due biglie.
Dal nome della regione balcanica dell’Erzegovina, forse paragonando la difficoltà del tiro con la complessa situazione politica della regione. Dal sec. XX

explicit – Nei codici, parola iniziale della formula che si poneva di solito al termine di un’opera o di una sua parte, con indicazioni più o meno precise riguardo al titolo e al nome dell’autore.
Propr. “termina“: terza persona singolare dell’indicativo presente (nella forma tarda) del verbo latino explicare, rifatta sul perfetto explicui per influsso di incipit. Dal sec. XV

falanghina – Nome di un vitigno tipico della Campania, dal quale si ricava il vino omonimo.
Voce napoletana, forse dal latino phalanga ‘bastone’ per sostenere le viti. Dal 1931

faraglione – Scoglio emergente dal mare, dinanzi alle coste a falesie, con pareti a picco e base rotondeggiante.
Dal catalano farall, forse dal gr. phalaríon ‘biancheggiante di spuma’. Dal sec. XV

farlocco – Falso, fasullo.
Etimo incerto, forse dal piemontese farlòc ‘chiacchierone’. Dal 1955

fattispecie – Il fatto particolare e determinato che costituisce la base o il punto di riferimento del discorso.
Dalla locuzione latina facti species ‘aspetto del fatto’. Dal prima del 1729

fauna – Il complesso delle specie animali proprie di un determinato ambiente o territorio.
Dal titolo dell’opera del naturalista svedese LinneoFauna Suecica” (1746), tratto dal nome della dea Fauna, sul modello di flora. Dal 1832

filippica – Violenta requisitoria, invettiva (spesso scherzosa o ironica).
Per antonomasia da Filippiche, titolo dato alle orazioni pronunciate da Demostene contro Filippo II di Macedonia fra il 351 e il 340 a.C. Dal prima metà sec. XVII

flora – Il complesso delle specie vegetali, spontanee, naturalizzate o largamente coltivate in un dato territorio.
Dal nome della dea latina Flora, derivazione di flos floris ‘fiore’, introdotto nell’uso con questo significato tecnico dal gesuita G. B. Ferrari (1584-1655) col titolo del suo libro Flora sive florum cultura (1633), ripreso poi dal naturalista svedese Linneo per il suo Flora Laponica (1737). Dal 1638

forse – Indica il dubbio (f. è lui il colpevole), la probabilità (f. è già arrivato), l’approssimazione (ci sarà f. un chilometro), l’attenuazione (f. non mi crederai).
Latino fors sit ‘sia la sorte’ poi forsit ‘forse’. Dal sec. XIII

forsennare – Essere in preda al furore, al delirio, alla pazzia.
Da (esser) fuori (di) senno, sul modello del francese antico forsener. Dal sec. XIII

fregata – Antica nave da guerra di media grandezza, per lo più a due ponti, veloce e maneggevole, impiegata per azioni di crociera e di esplorazione.
Dal greco ἄϕρακτος (ναῦς) ‘(nave) non protetta’, incrociato con fregare, forse per la sua leggerezza sull’acqua, sulla quale “frega” più che immergersi. Dal metà sec. XIV

fumiste – Burlone spesso irriverente, ma non malevolo.
Dal titolo di un vaudeville, La famille du fumiste (rappresentato a Parigi nel 1840), il cui protagonista pronuncia battute salaci. Dal sec. XIX

ganzo – Persona con cui s’intrattiene una relazione amorosa illecita.
Dal latino medievale gangia ‘meretrice‘, forse dal classico ganium ‘bettola’. Dal sec. XVIII

gastronomia – Il complesso delle regole e delle usanze relative alla preparazione dei cibi.
Dal greco gastronomía, composto di γαστήρ -τρός ‘stomaco’ e -nomia, altro titolo dell’opera H_dypátheia del poeta greco Archestrato (sec. IV a.C.), che vi descriveva un suo viaggio in cerca di curiosità e finezze nell’arte del mangiare. Dal sec. XVIII

gattopardismo – Teorica disponibilità a innovazioni e cambiamenti, specialmente politici, nella consapevolezza che la continuità prevarrà sul rinnovamento.
Dal titolo del romanzo Il Gattopardo di G. Tomasi di Lampedusa (1896-1957). Dal 1962

giacca – Indumento corto maschile o femminile, con maniche, che copre le spalle e la vita.
Dal francese jaque, forse derivazione di Jacques ‘Giacomo’, ma anche ‘contadino’ (perché porta indumenti di questo tipo). Dal 1853

giusnaturalismo – Teoria filosofico-giuridica fondata sul presupposto di un diritto naturale, sulla cui perfetta e unica struttura devono esemplarsi i diversi diritti positivi.
Dalla locuzione latina ius naturale ‘diritto naturale’. Da prima del 1926

gnomo – Ciascuno dei personaggi fiabeschi, dall’aspetto di nani vecchi e barbuti, custodi di tesori nascosti nei boschi e nelle grotte: originari, nell’area europea, dell’antica mitologia germanica (ma anche celtica e slava).
Dal latino umanistico gnomus, forse dal greco γνώμη ‘intelligenza’. Dal secc. XVII-XVIII
Nota: sul Vocabolario Treccani l’etimologia è data come “dal latino umanistico gnomus, nome coniato dal medico e filosofo svizzero Paracelso (1493-1541), che lo trasse forse dal greco γνώμη «giudizio, intelligenza»”.

gozzo – Piccola imbarcazione a remi o a vela, con scafo a estremità aguzze.
Etimo incerto; forse da (bra)gozzo. Dal sec. XVIII

graffito – Tracciato mediante incisione su una superficie adatta.
Derivazione di graffiare, incrociato con il latino graphium ‘stilo’; nel significato figurato, dal titolo del film American graffiti (1973), del regista americano G. Lucas, affettuosa e ironica rievocazione dei primi anni ’60. Dal sec. XVI

grancevola – Nome com. dei Crostacei Decapodi dei Maidi, part. della Maja squinado, lunga sino a 16 cm, con carapace ovale, munito di aculei puntuti.
Dal veneziano granseola, forse dal latino cancricula, diminutivo di cancer -cri ‘granchio’. Dal sec. XVI

grimo – Genitore.
Voce settentrionale, forse dal longobardo *grimm ‘rugoso’, ricollegabile al francese grime ‘maschera, smorfia’. Dal sec. XVI

gringo – Appellativo ostile dato in America Latina agli stranieri, specialmente ai nordamericani.
Etimo incerto; forse deformazione di grieco ‘greco’, nel significato di ‘lingua incomprensibile’; secondo altri da green go! ‘verde, vai via!’, grido di protesta dei cubani contro i militari degli USA (in uniformi verdi), durante la guerra ispano-americana. Dal 1887

guttaperca – Gomma naturale ottenuta dal latice di alcune Sapotacee e usata, in modo limitato a causa della sua scarsità, come rivestimento isolante resistente all’acqua, per la preparazione di adesivi e come eccipiente di prodotti farmaceutici.
Dall’inglese guttapercha, adattamento del malese getah percha ‘albero della gomma’. Dal 1860

Hellzapoppin – Scena movimentata e pittoresca.
Dal titolo di un film di H. Potter (1941), caratterizzato da bizzarri e fantasmagorici cambiamenti di scena. Dal 1941

hully gully – Ballo creato dai neri degli Stati Uniti d’America, caratterizzato da figure svolte contemporaneamente da tutti i ballerini.
Etimo incerto; forse da una voce caribica. Dal 1961

iliade – Successione prolissa e complicata (sempre di elementi negativi).
Dal titolo del poema omerico che narra l’assedio di Troia. Dal 1554

impressionista – Seguace dell’impressionismo.
Dal francese impressionniste, dal titolo dello scritto del critico Louis Leroy Exposition des impressionnistes, riguardante la mostra dove Monet aveva esposto il suo quadro Impression. Soleil levant ‘Impressione. Sole che sorge’. Dal 1883

impromptu – Improvvisazione letteraria o musicale.
Dalla locuzione latina in promptu ‘a disposizione’. Dal 1884

impronto – Di persona risoluta a ottenere qualcosa sia pur rinunciando a ogni rispetto o riguardo.
Dalla locuzione latina in promptu ‘a portata di mano’. Dal prima del 1294

inane – Vano, inutile.
Dal latino inanis, derivazione di una forma connessa forse con anĭmus, col pref. in-, nel senso di ciò ‘che è privo di soffio vitale’. Dal inizio sec. XIV

invenia – Dimostrazione di umiltà intesa a ottenere il perdono.
Dalla locuzione latina in venia ‘in perdono’. Dal prima metà sec. XIV

Ippotrago – Genere di Mammiferi Artiodattili Bovidi, comprendente specie molto robuste ed eleganti, forse le più belle e grandi antilopi africane, come l’antilope equina o roana (Hippotragus niger), dalle corna lunghe anche più di 1 m.
Dal latino scientifico Hippotragus, comp. del gr. híppos ‘cavallo’ e trágos ‘capra’. Dal 1957

j’accuse – Denuncia ferma, cruda e circostanziata, spec. all’opinione pubblica, di un sopruso, un’ingiustizia, uno scandalo, con nome e cognome di chi se ne è reso responsabile.
Propriamente “io accuso“: titolo della lettera aperta al presidente della Repubblica francese, pubblicata sul giornale l'”Aurore” del 13 gennaio 1898, con la quale lo scrittore Émile Zola portò di fronte all’opinione pubblica il caso dell’ufficiale A. Dreyfus falsamente accusato di tradimento. Dal 1904

Kaiser – Il titolo dell’imperatore germanico.
Dal latino Caesar ‘Cesare, imperatore’ nella pronuncia kàesar. Dal 1887

kamasutra – Serie di tecniche e posizioni erotiche, talvolta al limite dell’acrobazia.
Dal titolo dell’omonimo libro indiano, in sanscrito kamasutra  ‘trattato (sutra) dell’amore (kama)’. Dal 1991

kefiah – Il caratteristico copricapo arabo, spec. beduino, costituito da un telo di cotone, lana o seta, talvolta adorno di pelliccia, che si pone in testa piegandolo a triangolo con due punte cadenti sulle spalle e la terza scendente a proteggere la nuca e il collo.
Adattamento italiano dell’arabo kefiya, forse affine al latino tardo cufio ‘cuffia’. Dal 1895

khan – Signore: appare, da tempo antico, come titolo, in aggiunta a nomi turchi e mongoli.
Dal turco han, dal persiano xàn, dal mongolo qaàan; propr. “signore”. Dal sec. XIV

labronico – Livornese, con una certa solennita’.
Derivazione del latino Labro -onis, nome di un porto della costa tirrenica ricordato da Cicerone, identificato forse erroneamente con Livorno. Dal 1882

ladano – Specie di storione (Huso huso), assai diffuso nei fiumi russi, presente nell’Adriatico e nel bacino padano.
Voce settentrionale forse affine al latino attĭlus ‘storione del Po’. Dal sec. XV

lai – Composizione poetico-musicale sviluppatasi in Francia nel XII al XIV secolo, che canta, in versi di otto sillabe a rima baciata, episodi del ciclo bretone.
Dal francese antico lai (pl. lais), forse voce celtica. Dal sec. XIV

lambris – Rivestimento in legno, o più comunemente a piastrelle, delle pareti di un locale interno fino a una certa altezza.
Estratto da lambrisser ‘rivestire’, forse derivazione del latino labrusca, *lambrusca ‘vite selvatica’, per gli ornamenti che si dipingevano sullo zoccolo. Dal 1890

laudano – Soluzione ottenuta tramite macerazione dell’oppio in alcol, con l’aggiunta di aromi e coloranti, dotata di potere antispastico e antidolorifico.
Dal latino rinascimentale laudanum, forse alterazione di ladanum ‘ladano’. Dal sec. XVII

laurea – Il conferimento del titolo di dottore al termine del corso di studi prescritto da una facoltà universitaria.
Dal latino (corona) laurea ‘(corona) di alloro’. Dal sec. XVI

liquirizia – Pianta erbacea perenne delle Leguminose (Glycyrrhiza glabra), con fusto eretto, foglie imparipennate e fiori bianco-azzurri in racemi; dalle radici, giallastre e legnose, una volta raggiunto il terzo anno di età, si preparano droghe e dolciumi.
Dal latino tardo liquiritia, adattamento, con influsso del classico liquor, del greco glyk_rrhiza, composto di glyk_s ‘dolce’ e rhíza ‘radice’. Dal sec. XIV

lonza – Nome di un animale feroce non ben determinato (forse il ghepardo), assunto da Dante come simbolo dei peccati di frode e di tradimento.
Latino volg. *luncea, derivazione di lynx lyncis ‘lince’. Dal sec. XIII

luppolo – Pianta lianosa delle Cannabacee (Humulus lupulus), con foglie palmate, fiori verdi giallognoli, riuniti in brevi infiorescenze ovali (coni di l.), contenenti una sostanza usata nella preparazione della birra per aromatizzarla e renderla amara.
latino medievale lupius, dim. di lupus ‘lupo’, in Plinio nome di un’erba (forse lo stesso luppolo). Dal sec. XV

lustrare – Rendere terso e lucido, spec. mediante un’accurata pulitura o spolveratura.
Latino lustrare ‘illuminare’, derivazione di un *lustrum ‘illuminazione’ a sua volta derivazione di lux ‘luce’, forse identico a lustrum ‘purificazione’.

maccabeo – Stupido, sciocco.
Dal nome di Maccabeo, personaggio biblico, forse per assonanza con babbeo. Dal 1936

maiale – Mammifero domestico dei Suidi (Sus scropha domesticus), di corporatura simile a quella del cinghiale da cui deriva.
Latino maialem, forse perché veniva sacrificato alla dea Maia. Dal sec. XIII

maionese – Salsa fredda che si prepara sbattendo uniformemente rossi d’uovo con l’aggiunta di olio in filo sottile alternato con succo di limone o aceto.
Dal francese mayonnaise (1807), forse derivazione del nome della capitale dell’isola di Minorca Port-Mahon, in ricordo della conquista della città (1756). Dal 1855

malafede – Atteggiamento o comportamento rivolto consapevolmente a far supporre o ad accogliere come veri fatti in contrasto con la verita’.
Dalla locuzione latina mala fides ‘cattiva fede’. Dal sec. XVIII

malagueña – Danza popolare spagnola (forse originaria di Malaga), in ritmo ternario e con una tipica struttura armonica, di solito eseguita su melodie cantate con accompagnamento strumentale.
Propriamente femminile dell’aggettivo malagueño ‘di Malaga‘. Dal 1895

mallevare – Farsi garante di un’azione o di una dichiarazione, offrirsi come mallevadore (con la prep. per).
Dalla locuzione latina manum levare ‘alzar la mano (per giurare)’. Dal sec. XIV

manoscritto – Scritto a mano (per lo più contrapposto a stampato o dattiloscritto).
Dalla locuzione latina manu scriptus ‘scritto a mano’. Dal sec. XVII

mantenere – Tenere a lungo, far durare e rimanere inalterato.
Dalla locuzione latina manu tenere ‘tenere con la mano’. Dal prima metà sec. XIII

manutenere – Conservare integro ed efficiente.
Dalla locuzione latina manu tenere ‘tenere con la mano’. Dal sec. XIV

marmaglia – Quantità di gente socialmente degradata e pericolosa.
Dal francese marmaille, derivazione forse da marmot ‘fanciullo’. Dal sec. XVI

marmosa – Marsupiale insettivoro dei Didelfidi (Marmosa murina), con la coda contenente un accumulo di grasso che serve probabilmente da riserva nutritiva.
Dal francese (Buffon) marmose, che è forse dal francese antico marmouset ‘figura grottesca’. Dal sec. XIX

matrioska – La bambolina in costume nazionale, tipica del folclore russo, smontabile a guisa di scatole cinesi.
Dal russo matrëška, propriamente diminutivo affettuoso di un nome proprio russo, forse risalente al latino matrona ‘matrona’. Dal sec. XX

mazzamurello – Spirito folletto, burlone e dispettoso, delle credenze e del folclore popolare romano e napoletano.
Derivazione di un adattamento dello spagnolo matamoros. Dal 1907

mercaptano – Ogni composto chimico organico del tipo degli alcoli, contenente zolfo al posto dell’ossigeno.
Dal ted. Mercaptan, risalente alla locuzione latina scientifica mer(curium) captans (corpus) ‘(corpo) che trattiene il mercurio’. Dal 1869

merino – Razza di pecore universalmente nota per l’abbondanza e la finezza della lana.
Dallo spagnolo merino, forse dal nome della tribù africana dei Benimerines, da cui si importavano pecore per l’incrocio. Dal prima del 1811

metafisica – Ogni dottrina che si presenti come scienza della realtà assoluta, che cerchi cioè di dare una spiegazione delle cause prime della realtà prescindendo da qualsiasi dato dell’esperienza.
Dal latino medievale metaphysica, dal gr. tà metà tà physiká ‘le trattazioni posteriori a quelle sulla natura’, titolo assegnato nel sec. I a.C. a quegli scritti di Aristotele che riguardavano le cause prime della realtà in quanto collocati dopo (metá) quelli che trattavano delle cose naturali (physiká). Dal sec. XIV

mica – Nome generico di un gruppo di minerali diffusi in tutti i tipi di rocce.
Latino mica ‘briciola’, forse incr. con micare ‘brillare’. Dal sec. XVI

misogallo – Persona decisamente avversa alla Francia e ai Francesi, e a qualsiasi manifestazione della loro cultura e civilta’.
Dal titolo dell’opera omonima di V. Alfieri, contrassegnata da un violento risentimento contro la Francia rivoluzionaria. Dal prima del 1803

mollaccione – Persona lenta e apatica, senza una grande personalita’.
Derivazione di molle in senso figurato, con suffisso peggiorativo e accrescitivo. Dal 1977

morfea – Macchia irregolare biancastra che può riscontrarsi nel mantello scuro del cavallo in corrispondenza delle zone di pelle fine.
Dal latino medievale morphaea, forse dal gr. amorphía ‘deformità, bruttezza’. Dal prima metà sec. XIV

mucca – Vacca lattifera.
Etimo incerto; forse incrocio di muggire e vacca. Dal sec. XVIII

mummia – Cadavere imbalsamato, spec. secondo i sistemi in uso nell’antico Egitto.
Dal latino medievale mummia, dall’arabo mūmiyya (forse dal persiano mūm ‘cera’), nome della sostanza (un miscuglio di bitume, mirra, zafferano, balsamo e altri aromi) che veniva usata nell’imbalsamazione. Dal sec. XV

non-luogo – Ciascuno di quegli spazi anonimi del grande commercio e della comunicazione (aereoporti, ipermercati, catene alberghiere, multisale) che, in ogni città e in ogni paese, sono caratterizzati dalla stessa atmosfera e dallo stesso stile.
Comp. di non e luogo, dal titolo del libro dell’antropologo francese Marc Augé Nonluoghi: introduzione a una antropologia della surmodernità (1993). Dal 1993

nottetempo – Durante la notte (talvolta con un senso di futilità o segretezza).
Dalla locuzione latina noctis tempore ‘nel tempo della notte’. Dal sec. XIII

odissea – Serie di peripezie (con un senso di esperienza travagliata, dolorosa, talvolta eroica).
Dal titolo del poema omerico che narra le peripezie di Ulisse. Dal 1827.

on the road – “Sulla strada”: a proposito di un genere di racconto o di film che ha per tema conduttore la ‘strada’ o ‘il viaggio’.
Dal titolo del romanzo (1957) dello statunitense J. Kerouac, uno dei testi più significativi della beat generation. Dal 1980.

opimo – Grasso, pingue.
Dal latino opimus, di etimo incerto, forse da accostare a ops opis ‘ricchezza’. Dal sec. XIV.

orbello – Arnese adoperato dai cuoiai per distendere il cuoio.
Etimo incerto; forse diminutivo di orbe per la forma cilindrica del manico. Dal prima del 1859.

orza – Nelle navi a vela latina, il cavo fissato alla trozza dell’antenna per portare la vela sopravvento.
Latino medievale ortia, forse dal greco orthías ‘parte dell’albero della nave’, termine della marineria bizantina. Dalla prima metà del sec. XIV.

ossobuco – Taglio di carne bovina corrispondente a una porzione trasversale della tibia del vitello col midollo interno.
Composto di osso e buco, adattamento del milanese òs büs ‘osso bucato’. Dal prima del 1869.

ostendale – Stendardo.
Derivazione di stendale, con concrezione della vocale dell’articolo lo, forse per influsso di ostendere. Dal prima metà sec. XIV.

padre-padrone – Personaggio tirannico e intransigente che considera e tratta i figli come oggetti di sua proprieta’.
Dal titolo del romanzo autobiografico di G. Ledda (1975). Dal 1975

paggio – Giovinetto che serviva, spec. nel Medioevo, alla corte di principi o grandi personaggi.
Dal francese antico page, forse dal greco paidon ‘bambino’. Dal prima del 1304

palamito – Attrezzo da pesca costituito da una corda di canapa lunga ca. 500 m, alla quale sono applicate cordicelle di 2-4 m, ciascuna terminante con un amo.
Da un latino *palamàtus, forse dal gr. πολύμιτος ‘dai molti fili’. Dal sec. XVII

palissandro – Legno pregiato pesante, di colore scuro a venatura compatta, la cui qualità più pregiata è fornita dalla iacaranda.
Dall’olandese palissander, adattamento dello spagnolo palo santo, per via delle proprietà terapeutiche che gli venivano attribuite. Dal 1770

pamphlet – Opuscolo, libretto.
Dall’inglese pamphlet, derivazione di Pamphilet, propriamente Pamphilus, titolo di una commedia popolare latina del sec. XII. Dal 1764

paralipomeni – “Cose tralasciate, omesse”: titolo di opere presentate come appendici di altre.
Dal gr. paraleipómena ‘le (cose) tralasciate’. Dal sec. XVIII

partenere – Appartenere, spettare, riferirsi.
Dal latino pertinere ‘pertenere’, forse incrociato con parte. Dal sec. XIV

pasticciaccio – Situazione ingarbugliata, con risvolti misteriosi o problematici, senza via d’uscita né soluzione.
Dal titolo del notissimo esperimento narrativo ‘giallo’ di C. E. Gadda Quer pasticciaccio brutto de via Merulana. Dal 1957

pataro – Lo stesso che patarino (forse per accostamento con cataro).

penuria – Insufficienza di vitto e di altri generi di prima necessità, per lo più diffusa al punto di costituire un accentuato motivo di disagio per un’intera collettivita’.
Dal latino penuria o paenuria, forse affine a paene ‘quasi’. Dal sec. XIV

peridoto – Minerale: sinonimo di olivina.
Dal francese péridot, forse derivazione dell’arabo far_da ‘pietra preziosa’. Dal sec. XVIII

pestilenzioso – Pestilenziale (spec. in senso fig.).
Dal latino medievale pestilentiosus, derivazione di pestilentia ‘pestilenza’. Dal sec. XIV

piarda – Nome dato alle zone golenali del Po, spec. quando corrono orizzontali, sovrastando la ripa fortemente inclinata del letto di magra.
Etimo incerto; forse dal francese antico piarde ‘zappa’. Dal 1584

pigmalione – Persona che scopre e valorizza le doti di un giovane, trasformandolo in una personalità raffinata e di successo.
Dal titolo di una commedia di G. B. Shaw (1856-1950), adattamento moderno del mito greco del re Pigmalione che ottenne dagli dei la vita per la statua da lui scolpita e di cui si era innamorato. Dal 1983

pontefice – Nella Chiesa cattolica, designazione dei primi vescovi e part. del Vescovo di Roma, che, forse per la prima volta in Tertulliano, è detto p. massimo, titolo che dal sec. V, insieme all’altro di ‘Vicario di Cristo’ (Vicarius Christi), divenne titolo ufficiale del papa.
Dal latino pontĭfex -fĭcis, composto di pons pontis ‘ponte’ e del tema di facĕre ‘fare’, con riferimento al compito che inizialmente era riservato ai membri dell’antica magistratura romana. Dal seconda metà sec. XIII

posciadesco – Che ha il tono o il carattere della pochade.
Derivazione del francese pochade, con adattamento grafico. Dal 1950

postprandiale – Che segue al pranzo.
Derivazione della locuzione latina post prandium ‘dopo il pranzo’. Dal sec. XVI

poule – Puntata o serie di puntate (nello sport e nel gioco).
Propriamente “gallina”, forse con allusione al cesto in cui essa depone le uova. Dal 1905

preliminare – Concepito o realizzato a titolo di preparazione, introduzione, presentazione.
Dal latino medievale praeliminaris, derivazione di limen liminis ‘soglia’, col prefisso prae- ‘pre-‘. Dal prima metà sec. XVII

premier – Il titolo ufficiale del primo ministro britannico.
Dal francese premier ‘primo’. Dal 1844

probiviro – Persona che, godendo di particolare stima e prestigio, viene chiamata, in seno a società, istituzioni, partiti, sindacati, a far parte di collegi incaricati di esprimere pareri autorevoli e di risolvere divergenze.
Tratto dalla locuzione latina probi viri ‘uomini probi’. Dal 1882

promemoria – Breve scritto, o anche semplice appunto, con cui si vuol tenere o far presente qualcosa.
Dalla locuzione latina pro memoria ‘per memoria, per ricordare’. Dal seconda metà sec. XVIII

propaganda – Azione intesa a conquistare il favore o l’adesione di un pubblico sempre più vasto mediante ogni mezzo idoneo a influire sulla psicologia collettiva e sul comportamento delle masse.
Dalla locuzione latina (de) propaganda (fide), denominazione della sacra Congregazione Pontificia che presiede alle varie attività missionarie della Chiesa cattolica nel mondo; propaganda, propriamente, è il gerundivo femminile di propagare ‘propagare’. Dal fine sec. XVIII

proprio – Che appartiene a una data persona.
Dal latino proprius, estratto dalla locuzione pro privo ‘a titolo privato’, considerata come una parola unica al caso ablativo. Dal prima metà sec. XIII

quark – In fisica subnucleare, costituente fondamentale degli adroni (per es. i mesoni sono formati da un quark e da un antiquark, i barioni da tre quark).
Termine introdotto nel 1964 dal fisico statunitense M. Gell-Mann, forse riprendendo una parola usata dallo scrittore J. Joyce nel Finnegans Wake (1939). Dal 1964

qui pro quo – Equivoco o malinteso relativo a parole, cose, persone.
Forse dal latino quid pro quo, titolo di alcune compilazioni farmaceutiche del Medioevo comprendenti i medicamenti che si potevano somministrare in luogo di altri. Dal sec. XVI

quipu – Pacchetto di cordicelle variamente intrecciate, colorate e annodate, in uso nell’età precolombiana in Perù e forse anche in Messico: prob. i nodi indicavano le unità, la posizione delle corde le decine, le centinaia, le migliaia.
Voce quechua. Dal 1895

quiz – In giornali e riviste o in trasmissioni radiofoniche e televisive, gioco di domande, di indovinelli su argomenti di cultura o di attualità per saggiare la memoria o l’informazione o per mettere in palio premi a scopo pubblicitario.
Dall’inglese quiz, forse dal latino quis? ‘chi?’. Dal 1949

rabarbaro – Pianta erbacea delle Poligonacee (Rheum officinale), originaria del Tibet e della Cina occid., con foglie larghe cuoriformi e fiori rosso-violacei in infiorescenze, estesamente coltivata per le proprietà medicinali del suo grosso rizoma.
Dal latino tardo reubárbarum, che è dal greco rhâ bárbaron, in cui Rhâ (nome del Volga a indicare la provenienza orientale della pianta), ha sostituito rhêon (l’adattamento del nome persiano della pianta rêwend); la pianta era detta bárbaron ‘barbaro’, perché di provenienza straniera. Dal prima del 1493.

ramogna – In Dante, parola di sign. incerto, da intendersi come ‘augurio’ o forse come ‘purificazione’.
Se intesa come ‘purificazione’, forse dal francese ramoner (1220), derivazione di ramon ‘scopa’. Dal 1313-19.

referendum – Appello al corpo elettorale perché si pronunci con una decisione su singole questioni.
Dalla locuzione latina (convocatio) ad referendum ‘(convocazione) a riferire’. Dal 1968.

reggae – Genere di musica popolare, d’ispirazione politico-religiosa, originario della Giamaica: è caratterizzato da un ritmo fortemente sincopato con evidenti influssi del rock and roll, del rhythm and blues e del calipso.
Voce dall’inglese giamaicano di etimo incerto; forse da regular (people) ‘(gente) normale, a posto’, riferito agli appartenenti al movimento dei rastafariani. Dal 1979.

regiudicata – Sentenza definitiva, non più impugnabile.
Dalla locuzione latina res iudicata ‘cosa giudicata’. Dal sec. XVII.

religione – Il rapporto, variamente identificabile in regole di vita, sentimenti e manifestazioni di omaggio, venerazione e adorazione, che lega l’uomo a quanto egli ritiene sacro o divino.
Dal latino religio -onis, forse derivazione di relegere ‘raccogliere’; propriamente “raccolta (di formule e atti rituali)“. Dalla seconda metà del sec. XIII.

retta – Nella locuzione dar r. a uno, dargli ascolto, prestargli attenzione, seguirne i consigli, i suggerimenti.
Dalla locuzione latina (ar)recta (aure) ‘con l’orecchio drizzato’. Dal sec. XVII.

romanzo – Relativo al mondo neolatino, dal punto di vista linguistico e culturale.
Dal francese antico romanz, dalla locuzione latina *roman_ce (loqui) ‘parlar romano’ (e non barbarico). Dal sec. XVIII.

scansia – Mobile a più ripiani, destinato a contenere libri o altri oggetti.
Probabilmente voce veneta, forse connessa a scancello, variante di cancello, nel senso di ‘scrigno’. Dal sec. XVI

scemo – Quasi del tutto privo d’intelligenza, tardo di mente, cretino, deficiente, idiota, imbecille, sciocco, stupido.
Participio passato breve di scemare, in senso figurato. Dal sec. XIII

sceneggiata – Spettacolo tipico del teatro napoletano, sorta di commedia strappalacrime basata su una canzone di successo, da cui deriva il titolo e intorno alla quale si articola la trama inframezzata di altre canzoni.
Voce napoletana, da scenejà ‘mettere in scena’. Dal 1976

serendipita’ – La capacità di rilevare e interpretare correttamente un fenomeno occorso in modo del tutto casuale durante una ricerca scientifica orientata verso altri campi d’indagine.
Derivazione del titolo del romanzo dell’inglese H. Walpole The three princes of Serendip, pubblicato nel 1754, nel quale i protagonisti facevano scoperte del genere; Serendip (o Serendib) è l’antico nome dell’isola di Ceylon. Dal 1989

siviera – Recipiente di lamiera a forma di secchio, rivestito internamente di materiale refrattario, destinato ad accogliere il metallo fuso dal forno e a trasportarlo e versarlo nelle forme.
Voce settentrionale affine al francese civière, forse dal latino cibaria, femminile sostantivato di cibarius, derivazione di cibus ‘cibo’; propriamente “cesto per i cibi”. Dal 1932

snuff movie – Film pornografico in cui vengono rappresentate scene di tortura o di omicidio che si presume o si sostiene siano realmente accadute.
Comp. del titolo del film Snuff ‘uccidere’, realizzato nel 1971 da Michael e Roberta Findlay, la cui ultima scena di violenza si disse essere reale, e movie ‘film’. Dal 1993

spago – Spavento.
Uso gergale di spago, avvicinato forse per il significato a filo (da torcere). Dal sec. XV

spermaceti – Sostanza presente allo stato liquido nella testa del capodoglio vivo e che si solidifica in una massa biancastra quando questo muore.
Dalla locuzione latina sperma ceti ‘seme di cetaceo’. Dal sec. XVI

spinnaker – Vela triangolare ausiliaria che si distende, per mezzo di un’asta, a prua delle imbarcazioni da diporto e da regata quando il vento è in poppa.
Etimo incerto; forse da spinx, alterazione di Sphinx ‘Sfinge’, nome della barca che per prima utilizzò questo tipo di vela. Dal 1932

sprimacciare – Battere con le mani un cuscino, un guanciale, ecc., perché l’imbottitura si distribuisca in modo uniforme.
Da spiumacciare, forse incrociato con premere. Dal inizio sec. XVI

stamane – Questa mattina.
Dalla locuzione latina ista mane. Dal inizio sec. XIV

stimmate – Nell’antica Grecia, il marchio impresso col ferro sul bestiame in segno di proprietà, o anche sul corpo degli schiavi fuggitivi a titolo di punizione.
Dal latino stigmata, neutro plurale, dal greco stígma -atos ‘puntura’. Dal sec. XIV

subbuglio – Agitazione tumultuosa, per lo più determinata dall’improvviso diffondersi di notizie allarmanti.
Derivazione del latino tardo subbullire ‘sobbollire’ in senso figurativo. Dal sec. XIV

succedere – Prendere il posto lasciato vacante da altri in una carica, in un titolo, nella proprietà di beni, ecc..
Dal latino succedĕre, derivazione di cedĕre ‘andare’, col prefisso sub-; propriamente “andar sotto”. Dal sec. XIV

supino – Forma del verbo infinito, nel latino e nelle lingue baltoslave, che indica lo scopo o il fine dell’azione.
Dal latino supinum (verbum) ‘(parola) supina’, forse perché si appoggia a un verbo. Dal sec. XVI

sura – Tipo di stoffa di seta o raion molto morbida.
Dall’inglese surah, forse dal nome della città indiana Surat, a nord di Bombay, famosa per la lavorazione dei broccati. Dal 1879

taccheggiare – Rubare merci esposte per la vendita.
Voce gergale, forse in qualche rapporto con tacca. Dal 1942

temperare – Ridurre, diminuire qualcosa mediante la mescolanza con una sostanza opportuna, correggere (anche con la prep. con).
Dal latino temperare, derivazione di tempus ‘tempo’, forse nel significato antico di ‘taglio‘; quindi, originariamente, ‘tagliare (al fine di mescolare e armonizzare)’. Dal sec. XIII

tentennare – Essere instabile, oscillare più o meno vistosamente.
Latino tintinnare ‘sonare il campanello’, in senso figurativo . Dal sec. XIV

terzuolo – Il maschio dei falchi nelle denominazioni della falconeria.
Dal provenzale tersol, dal latino volgare *tertiŏlus, derivazione di tertius ‘terzo’, forse perché i falchi maschi sono un terzo più piccoli delle femmine. Dal sec. XIII

tiburio – Struttura esterna che copre la superficie curva della cupola.
Dal latino medievale tiburium, forse da tigurium ‘tugurio’ per sovrapposizione con ciborium ‘ciborio’. Dal 1930

toma – Formaggio semicotto, di latte intero vaccino, tipico delle prealpi biellesi e del Vercellese.
Dal provenzale antico toma, passato al francese tom(m)e, forse da un latino regionale *toma che sembra rappresentare il greco tomo ‘taglio’ con una evoluzione di significato analoga a quella di ‘scamorza-mozza-mozzarella‘. Dal 1877

tortone – Duro, acerbo.
Derivazione di torto in senso figurativo e negativo. Dal sec. XIV

trabante – Soldato della guardia imperiale in Germania.
Dal tedesco Trabant, forse derivazione di traben ‘trottare’. Dal 1840

trabattello – Impalcatura mobile di tubi metallici e tavole, usata prevalentemente per l’esecuzione di lavori (imbiancatura, intonacatura, ecc.) all’interno di ambienti.
Dal milanese trabattèl, forse derivazione del latino trabs trabis ‘trave’. Dal sec. XX

traccagnotto – Persona piuttosto bassa e tarchiata, talvolta con un senso di zoticità e goffaggine.
Etimo incerto; forse connesso con taccagno. Dal 1863

tramite – Quanto costituisce materialmente la via di passaggio di determinate trasmissioni e comunicazioni.
Dal latino trames -ĭtis ‘sentiero traverso’, forse derivazione di trameare, derivazione di meare ‘passare’, col prefisso trans- ‘attraverso’. Dal sec. XIV

trebisonda – Solo nell’espressione perdere la t., perdere il controllo di sé, confondersi.
Dal nome della città turca di Trebisonda (l’antica Trapezunte) sul Mar Nero, con un passaggio semantico non chiaro; forse per accostamento a tramontana. Dal 1967

triolismo – L’incapacità di assumere l’obbligo della fedeltà coniugale, sia propria che del coniuge, e la costante ricerca di un rapporto a tre.
Derivazione di trio, forse sul modello di dualismo. Dal sec. XX

trioni – Il complesso costituito dalle due costellazioni dell’Orsa Maggiore e dell’Orsa Minore, oppure quello delle sette stelle che costituiscono l’Orsa Minore e quindi settentrione.
Dal latino triones, plurale di trio -onis (forse da terĕre ‘tritare’) ‘bue da lavoro’, nome poi attribuito per traslato alle Orse celesti e alle stelle che le formano. Dal sec. XVI

uligano – Nome dato in Russia ai giovani teppisti.
Dal russo chuligan, adattamento della parola gergale inglese hooligan, dal cognome di una rissosa famiglia irlandese residente a Londra sul finire del sec. XIX. Dal 1960

Nota: cito da Wikipedia una versione differente dell’origine di questa parola.

Secondo alcuni è probabile che la parola “hooligan” sia derivata dal cognome di un malvivente d’origine irlandese, Patrick Hooligan, che viveva nella capitale britannica. Altri sostengono che derivi da “Hooley’s gang“, una banda di giovani delinquenti provenienti dal quartiere londinese di Islington. C’è anche chi sostiene che sia correlato a “hooley“, voce dell’inglese d’Irlanda che indica una festa sregolata. È certo che il termine comparve per la prima volta nel 1898 in una denuncia della polizia di Londra.

ustolare – Guardare con occhio bramoso cibi o altro (detto di animali e, fig., di persone).
Dal latino ustolare, intensivo-iterativo di urĕre ‘bruciare’ in senso figurato. Dal sec. XVII

vademecum – Denominazione o titolo di un volume di piccolo formato, tascabile, contenente un prontuario di nozioni relative a un determinato argomento.
Dalla locuzione latina vade mecum ‘vieni con me’. Dal 1828

valvassore – Nel linguaggio feudale, il vassallo del vassallo del re.
Dal provenzale valvassor, dalla locuzione latina medievale vassus vassorum ‘vassallo dei vassalli’. Dal sec. XIII

vanagloria – Accentuato compiacimento di sé, che, pur senza alcun fondamento di meriti effettivi, determina una smodata ambizione.
Dalla locuzione latina vana gloria. Dal sec. XIV

verbicausa – Per esempio.
Dalla locuzione latina verbi causa (Cicerone) ‘per citare una parola’. Dal sec. XVI

verbigrazia – Per esempio.
Dalla locuzione latina verbi gratia (Cicerone) ‘per citare una parola’. Dal sec. XIV

verso – In bibliografia, la parte posteriore di un foglio o di una carta (opposta al recto): il foglio porta nel v. un sonetto del Petrarca.
Dalla locuzione latina (folio) verso ‘sulla parte posteriore (del foglio)’. Da prima del 1905

vichingo – Lo stesso che normanno (come etnico, non come demotico).
Dall’antico nordico vīkingr, forse derivazione di vīk ‘insenatura’, attraverso il tedesco Wiking. Dal 1895

voscenza – “Eccellenza”: titolo dato a persone di riguardo, nell’uso parlato siciliano.
Dallo spagnolo vuecencia, contrazione di vuestra excelencia ‘vostra eccellenza’. Dal 1961

yankee – Soprannome dato un tempo dagli Inglesi agli abitanti della Nuova Inghilterra.
Etimo incerto; forse dalla parola English ‘inglese’, sulla bocca degli indigeni Pellirosse; secondo altri, dal neerlandese Janke, diminutivo di Jan ‘Giovanni’, nome col quale i coloni olandesi di New York chiamavano i coloni inglesi del Connecticut. Dal 1825

zaganella – Grossa fune.
Connesso forse con sagola. Dal sec. XVI

zefiro – Vento di ponente, mite, che soffia soprattutto in primavera.
Dal latino zephy̆rus, dal gr. zéphyros, forse connesso con zóphos ‘tenebre; occidente’. Dal sec. XIII

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